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Parla Carmen Giuffrida, giudice del Tribunale per i Minorenni di Catania

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03.02.2026

Il muro dell’Anm si incrina. Oltre cinquanta magistrati hanno messo nero su bianco il proprio “Sì” alla separazione delle carriere. È un atto di ribellione aperta che spezza la narrazione di una magistratura monolitica e granitica, schierata in blocco contro la riforma. A raccontarci questa iniziativa è Carme Giuffrida, giudice del Tribunale per i minorenni di Catania.

Da cosa nasce l’esigenza di promuovere una lista di magistrati per il Sì e cosa risponde a chi vi accusa di “tradire” l’indipendenza della categoria schierandovi con una riforma voluta dalla politica?

Ho avvertito da subito la forte esigenza di dissociarmi pubblicamente dalla campagna condotta dall’Anm perché la ritenevo profondamente lesiva dell’immagine della magistratura. L’ho fatto in più occasioni mediante l’unico strumento a mia disposizione, i social, sino a quando uno dei miei post, in cui contestavo l’utilizzo delle chiese per la propaganda dei fautori del no, ha scosso l’opinione pubblica. Questo mi ha consentito di raggiungere più persone, anche colleghi, con i quali, confrontandomi, ho capito che l’esigenza di prendere le distanze da una biasimevole campagna referendaria dell’Anm era comune. D’altronde, continuare a farlo........

© Il Dubbio