Dopo 8 mesi il ministro risponde alla interrogazione di Giachetti. Numeri su numeri, ma sui dati regionali solo una riga generica
Dopo otto mesi dall'interrogazione depositata a giugno, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha finalmente risposto al deputato di Italia Viva Roberto Giachetti sui trasferimenti e gli sfollamenti nelle carceri. Una risposta dettagliata, ricca di numeri. Eppure c'è un buco che salta agli occhi: mancano i dati sui trasferimenti decisi dai singoli provveditorati regionali.
Come fa notare Rita Bernardini dell'associazione Nessuno Tocchi Caino, che ha contribuito ad elaborare l'interrogazione di Giachetti, potrebbero essere tantissimi, se solo si pensa ai detenuti spostati da San Vittore a Opera dopo l'incendio o da Regina Coeli a Rebibbia dopo il crollo della seconda rotonda. La questione non è secondaria. Giachetti aveva chiesto esplicitamente “quanti sfollamenti siano stati eseguiti dai provveditorati regionali, dettagliati per ciascuno degli 11 provveditorati”. La risposta? Generica: “Il maggior numero di trasferimenti viene per lo più adottato per motivi di Ordine e Sicurezza, familiari e deflattivi”. Fine. Nessun numero, nessun dettaglio per provveditorato. Come se quei dati non esistessero o non fossero rilevanti.
L'atto parlamentare di Giachetti, depositato l'11 giugno scorso, partiva da una constatazione: gli sfollamenti stanno diventando sempre più frequenti a causa del sovraffollamento. E creano una serie di problemi. Primo: spesso i detenuti finiscono in istituti ancora più sovraffollati, sopra la media nazionale del 134 per cento. Secondo: vengono allontanati dalla famiglia, in spregio all'articolo 42 dell'ordinamento penitenziario. Terzo: non possono portare tutto il bagaglio e parte del peculio. Quarto: devono ripresentare le istanze per telefonate e colloqui. Quinto: per........
