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Vannacci: "Con Giorgia Meloni solo con accordo scritto e nuova linea sull'Ucraina"

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20 Luglio 2026, 18:00

Lo abbiamo incontrato a Strasburgo, nei giorni scorsi, durante una pausa della plenaria del Parlamento europeo. Roberto Vannacci, il generale diventato leader politico, eurodeputato e fondatore di Futuro Nazionale, ha accettato di rispondere alle nostre domande una volta rientrato in Italia.Dalla rottura con la Lega ai possibili rapporti con Giorgia Meloni e la coalizione di centrodestra; dalle voci su presunti finanziamenti provenienti dalla Russia alla linea che l’Italia dovrebbe seguire sull’Ucraina, nella Nato e nei rapporti con gli Stati Uniti; dai progetti per il Paese alle accuse di neofascismo. Vannacci non si è sottratto al confronto e ha risposto su tutto. Anche sul reclutamento degli aderenti e sulla costruzione del nuovo partito in Umbria e in Toscana. Ed ecco il nostro dialogo.

- Generale, politicamente c’è chi la dipinge come un estremista di destra, chi la definisce neofascista e chi, più semplicemente, un conservatore retrogrado. Lei respinge tutte queste etichette. Ma allora come si definisce?

Mi definisco un uomo di destra, senza timidezze né complessi: una destra nazionale, sovranista, identitaria, meritocratica e sociale. Conservatrice nella difesa della famiglia, della cultura e delle tradizioni italiane; innovatrice su energia, sicurezza, tecnologia, efficienza dello Stato e crescita. Estremista è chi rifiuta la democrazia, usa la violenza o impedisce agli altri di parlare. Io mi presento alle elezioni e accetto il giudizio delle urne.Se controllare i confini, rimpatriare gli irregolari, sostenere la famiglia e mettere gli interessi italiani al primo posto viene definito estremo, significa che è cambiato il metro con cui si giudica la destra.

- Qual è il confine che separa la sua destra dal neofascismo?

Io contesto innanzitutto l’uso strumentale di questa etichetta.Il fascismo è un’esperienza storica conclusa ottant’anni fa. Io ho giurato fedeltà alla Repubblica e quel giuramento basta.Il confine si vede nel metodo e nei fatti: Futuro Nazionale cerca il consenso attraverso elezioni, congressi e partecipazione popolare; lo statuto prevede democraticità interna, organi elettivi e valori come libertà, merito, giustizia sociale, lavoro, famiglia, sicurezza e amore per l’Italia.Accetto il dissenso e condanno la violenza, salvo la legittima difesa. Chi ci accusa di neofascismo dovrebbe indicare atti o norme con cui vorremmo cancellare elezioni e libertà, non limitarsi alle etichette.Il fascismo appartiene alla storia; noi lavoriamo nel presente per il futuro della nazione.

- Lei ha lasciato la Lega, che l’aveva candidata alle Europee e nominata vicesegretario. Che cosa risponde a chi sostiene che abbia utilizzato quel partito come trampolino di lancio per costruirne uno personale?

Non rinnego nulla e riconosco a Salvini e alla Lega di avermi offerto la candidatura europea. Ma il rapporto è stato reciproco: io ho portato consenso, mobilitazione e oltre mezzo milione di preferenze, e il seggio mi è stato affidato dagli elettori.Ho lasciato quando la distanza politica è diventata evidente, soprattutto sull’invio di armi all’Ucraina e sulla progressiva adesione a temi e linguaggi tipici della sinistra.Difendo la libertà e la dignità di ogni individuo, ma una destra coerente deve tutelare famiglia naturale, differenze biologiche, sovranità e interesse nazionale.Sarei potuto restare per convenienza; ho preferito uscire alla luce del sole, senza tramare né organizzare correnti.Futuro Nazionale non nasce per vendetta: nasce perché esiste spazio per una destra coerente.La Lega ha cambiato rotta; io ho scelto di non cambiare idee.

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© Il Corriere dell'Umbria