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Abodi: "Sport come bene comune. Investimenti per impianti e territori. Progetti per scuole e inclusione"

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20.01.2026

Mancano ormai pochi giorni all’apertura dei venticinquesimi Giochi olimpici invernali, ai quali seguiranno a ruota i quattordicesimi Giochi paralimpici invernali. Entrambi saranno ospitati in diverse località tra Lombardia, Veneto e le province autonome di Trento e Bolzano. Non toccheranno direttamente l’Umbria e la Toscana, ma rappresenteranno comunque un grande evento di portata storica per tutta l’Italia. E l’attenzione - come ha dimostrato anche il passaggio della fiamma olimpica - è già alta anche nei nostri territori. Per l’occasione abbiamo quindi posto alcune domande al ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.

- Ministro, l’avvicinarsi delle Olimpiadi e delle paralimpiadi di Milano-Cortina rappresenta per l’Italia un passaggio storico.
Dal punto di vista del governo, quali sono le priorità affinché i Giochi non siano solo un grande evento sportivo passeggero, ma anche un’eredità concreta per il sistema sportivo nazionale e per i territori coinvolti?

Abbiamo raccolto il testimone dai governi precedenti, appena insediati abbiamo considerato gli impegni assunti e il tempo a disposizione, riorganizzata l’architettura dedicata all’organizzazione dei Giochi con la Fondazione Milano-Cortina e il masterplan delle opere da realizzare affidato alla Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026, una società 100 per cento del Mef e sotto il controllo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il nostro obiettivo non è soltanto contribuire a organizzare al meglio la competizione sportiva più importante al mondo, ma è anche quello di lasciare eredità materiali e immateriali, non solo sportive.
Gli investimenti sulle infrastrutture ammontano a più di 3 miliardi e mezzo di euro, dei quali quasi il 15 per cento dedicati agli impianti sportivi, con opere stradali, autostradali e ferroviarie attese da decenni, alcune delle quali, per la loro complessità progettuale e realizzativa, avranno bisogno di tempo e per le quali apriremo i cantieri dopo i Giochi per non creare dannose interferenze e che saranno terminate comunque nel 2033.
Questo è un impegno che abbiamo assunto come governo, insieme alle Regioni Lombardia e Veneto.

- Il governo ha messo mano a un provvedimento normativo sullo sport, tra investimenti, governance e sostegno alle attività di base.
Qual è la filosofia che ispira questo intervento legislativo e quali risultati si aspetta di vedere già nel medio periodo, soprattutto sul fronte dell’impiantistica e della pratica sportiva diffusa?

Abbiamo un’idea chiara del modello sportivo italiano che stiamo facendo evolvere, ormai con una sua definita fisionomia e che inizia a dare i suoi frutti, anche di carattere sociale ed economico.
A questo nostro lavoro di squadra fornisce una costante ispirazione il comma 7 dell’articolo 33 della nostra Costituzione: “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme”.
Lo sport è un bene comune che dobbiamo fare in modo che sia per tutti e di tutti.
Stiamo lavorando per coniugare risultati di vertice a livello mondiale con i nostri atleti e le nostre atlete, l’organizzazione di grandi eventi che offrono opportunità di miglioramento delle infrastrutture sportive e di promozione dei territori, con il miglioramento dello sport di base, la sua dimensione sociale, a........

© Il Corriere dell'Umbria