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Persecuzioni LGBTI: i dati che dobbiamo avere il coraggio di guardare

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20.03.2026

Ho accettato con piacere l'invito a discutere di un tema che troppo spesso viene evitato: le persecuzioni delle minoranze LGBTI e le radici culturali, religiose e politiche che le alimentano.

Nel mondo ci sono circa 66 paesi che criminalizzano l'omosessualità. Di questi, 34 sono paesi a maggioranza musulmana, circa la metà del totale. Tra quest’ultimi, circa 10 criminalizzano sulla base di codici penali “secolari” di origine coloniale (britannica o francese), mentre i rimanenti 24 lo fanno applicando la Sharia o codici penali ispirati direttamente a interpretazioni religiose islamiche.

Gli stati a maggioranza musulmana nel mondo sono circa 50 su un totale di 195 stati sovrani: più o meno un quarto del totale. C’è dunque una sovrarappresentazione evidente dei paesi a maggioranza musulmana tra quelli che criminalizzano (circa 1,4 volte).

Quando si parla di criminalizzazione dell’omosessualità, la risposta standard è: “È colpa del colonialismo britannico e francese”. È vero che molte norme anti-sodomia nascono lì, ma non basta a spiegare perché siano ancora in vigore. Dopo la decolonizzazione, le leadership locali hanno scelto di mantenere proprio queste leggi, mentre abrogavano o riformavano molte altre disposizioni coloniali. Non è solo una "eredità", è anche una decisione politica ripetuta nel tempo, spesso utile a costruire consenso e produrre capri espiatori.

Non si tratta di fare letture essenzialiste. Ci sono paesi a........

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