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La letteratura come medicina dell'anima

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02.07.2026

A tre anni dalla scomparsa di Nuccio Ordine, tra i più autorevoli studiosi della letteratura e del pensiero umanistico, vede la luce questo volume dedicato al Decameron (Il Decameron come farmaco. Riso e novella contro la peste per “conservare” la vita e la civile convivenza”, La Nave di Teseo), quasi a consegnarci il nucleo più autentico della riflessione che ha attraversato i suoi studi. Un libro che riafferma la convinzione coltivata per tutta la vita: la letteratura non come evasione o ornamento, ma come medicina dell'anima, capace di confortare, restituire speranza e opporre la vita alla morte. È la stessa eredità che Boccaccio affidava ai suoi lettori, la fede nella parola capace di confortare, restituire speranza e opporre la vita alla morte. Ordine offre una lettura originale del Decameron. Non una semplice raccolta di novelle concepite per il diletto, ma un'opera costruita per registrare e insieme annunciare il profondo cambiamento della storia e della cultura.  

Nel pieno della peste, del caos politico, delle guerre e della dissolvenza morale, Boccaccio reagisce scegliendo l'uomo. Sceglie l'attaccamento alla vita attraverso l'amore, il riso, il racconto, facendo della narrazione un atto di resistenza. Per Nuccio Ordine la peste non aggredisce soltanto i corpi, ma corrompe anche l'anima. È proprio alla cura di quella ferita invisibile che Boccaccio affida il Decameron, nella convinzione che il racconto, il canto e la letteratura possano offrire consolazione e restituire agli uomini il desiderio della vita. Dismettere i pensieri tristi come abiti consunti è la prescrizione che attraversa l'intera opera: la narrazione diventa una medicina, beneficio e si fa promessa di pace e forza. La........

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