La donna che spezza l’ordine, le streghe di Marilù Oliva
E se “strega” fosse ancora il nome che diamo alle donne che rifiutano un destino di silenzio, invisibilità, abusi, prevaricazione deciso da una società che fatica a rinunciare al patriarcato, decidendo di farsi esse stesse ultima parola là dove la giustizia tace, rifiutando di delegare a un sistema inerte la riparazione di un male che resta impunito?
Allora strega potremmo chiamare ognuna delle quattro donne che Marilù Oliva pone come protagoniste del suo nuovo romanzo, (Via delle Streghe, Solferino) in cui Serena, Magalie, Zulmira e Iside abitano un vicolo immaginario della Bologna di oggi portando nell’anima ferite private e rabbie collettive, inscritte in una realtà in cui il femminicidio è notizia quotidiana, non accettando però l’archiviazione morale delle vittime ma vendicandole ed è in questa scelta che si riattiva l’archetipo della strega: la donna che spezza l’ordine, che non perdona ed esibisce il suo potere. Oliva costruisce così una narrazione che non invita all’emulazione, ma costringe a interrogarsi su cosa accade quando la richiesta frustrata di giustizia si trasforma in necessità di vendetta. E quanto è sottile il confine tra crimine e autodifesa simbolica, in un........
