Netanyahu tradisce la natura umana
La guerra era nell’aria e alla fine è arrivata. Presentata come operazione chirurgica intelligente, ha reso evidente il pantano in cui continuiamo a sprofondare. Forse i danni provocati all’economia mondiale metteranno, almeno provvisoriamente, un freno. Intanto è stata definitivamente sdoganata la violenza come strumento di deregolazione dei rapporti internazionali, in attesa di un nuovo Ordine del Mondo che verrà. Questo Ordine sembra avere come suo prototipo, improbabile oggi, l’impero romano, l’impero mongolo o quello ottomano (a ognuno la sua scelta). Di certo, da quando è iniziata la seconda presidenza Trump, abbiamo un rafforzamento delle posizioni della Russia e soprattutto della Cina (l’unica superpotenza ad astenersi dall’azione impulsiva) nonché una forte penetrazione dei capitali arabi nell’economia occidentale. Sul lato opposto assistiamo a una crisi innegabile del prestigio e del consenso degli Stati Uniti impegnati, come body builder, in un impressionante stress dei loro muscoli davanti allo sguardo stranito dell’intero mondo. L’Europa è disorientata, più incline a farsi da parte che a far sentire la propria voce.
Degli uomini “forti” che incarnano lo spirito insieme violento e arruffone del nostro tempo, Xi Jinping, il più potente di tutti, è il meno paradigmatico perché è il più autodisciplinato e concentrato in un progetto a lungo termine di totalitarismo “moderno”. Putin un dittatore spietato (e un giocatore d’azzardo più freddo e calcolatore di Trump) ha un senso perverso dell’equilibrio, a lungo coltivato nel KGB. Trump, una persona manifestamente instabile, che ha come sua unica bussola l’accumulazione di denaro e di potere,........
