Gli adulti messi in sicurezza contro i minori
Due settimane fa la senatrice Sandra Zampa del Pd ha richiamato l’attenzione del governo e della Garante nazionale dell’infanzia sui dati dell’ottavo rapporto dell’Associazione Antigone sulla giustizia minorile italiana (25 Febbraio 2026). Dopo il “decreto Caivano” (la risposta frettolosa del governo all’orrore collettivo suscitato dallo stupro di due ragazzine nella periferia napoletana) è aumentato del 50% il numero delle persone detenute nelle carceri minorili. L’uso degli psicofarmaci al Beccaria (l’Istituto penale per minorenni di Milano) è aumentato del 110%. Le risorse destinate ai SAI (Servizi accoglienza e integrazione), sono state del tutto insufficienti, così, pur funzionando bene, essi possono ricevere solo un quarto dei 23.000 minori stranieri non accompagnati presenti nel territorio italiano.
Il rapporto di Antigone (che si occupa con costanza e rigore della tutela dei diritti nel sistema penale) parla dell’assenza di un’emergenza reale di criminalità minorile e di “un’espansione dell’allarme e della risposta penale”. Al richiamo della senatrice Zampa né il governo né la garante dell’infanzia hanno risposto. La politica del governo nel campo della sofferenza e della violenza minorile è imperniata sul problema della sicurezza la cui soluzione è affidata alla contenzione carceraria e farmacologica.
L’incremento reale della violenza dei ragazzi riguarda in primo luogo un’aggressività psicologica (espressa con parole, diffusione di immagini e comportamenti): l’individuazione di un capro espiatorio, l’espulsione emotiva e la discriminazione della diversità, la proiezione della propria........
