Il complesso di Edipo, la relazione “coniugale” e il futuro dei giovani
Il primo oggetto sessuale è per noi tutti, donne e uomini, il corpo della madre, a partire dal seno. Con questo corpo abbiamo un legame erotico “pregenitale” di grande intensità sensuale che fonda il piacere del vivere in tutte le sue forme carnali e culturali, sublimate. La presenza del padre in questa prima fase della vita è prevalentemente mediata dall’impronta che un “altro da noi” lascia sul corpo e sui sentimenti materni. Il complesso di Edipo, uno dei pilastri del pensiero di Freud, riguarda il periodo successivo quando la sensibilità erotica dei bambini si centra sui genitali. Questo è il momento in cui i bambini cominciano a percepite la relazione sessuale tra i genitori e il ruolo importante del padre, la differenza di questa relazione dal loro legame con la madre e anche la differenza dei sessi.
Il complesso edipico si costituisce come desiderio erotico di orientamento genitale che i bambini di entrambi i sessi rivolgono non più solo alla madre ma anche al padre. Il suo raggiungimento crea una separazione tra le generazioni (tra il legame dei genitori e il loro legame con i figli) e tra i sessi. Il suo sviluppo esita normalmente nella rinuncia al desiderio sessuale nei confronti dei genitori. I bambini rinunciano a questo desiderio perché della sua soddisfazione non posseggono i presupposti psicocorporei (la capacità di una sua rappresentazione affettiva e mentale e il livello necessario dello sviluppo sessuale). Il desiderio resta vivo in termini “onirici”: come intuizione anticipatrice (illusione) di una profondità erotica di cui non hanno comprensione e la cui possibilità di accesso è di là a venire. Sospeso nella sua effettività il desiderio trova una via........
