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L’algoritmo delle rotaie

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16.06.2026

Da viaggiatore e scrittore di viaggio curioso, Jan Brokken conosce il valore del treno. Intuisce e sa valorizzare l’algoritmo delle rotaie sulla scrittura narrativa. Le sue potenzialità mitopoietiche (come si dovrebbe definirlo in termini tecnici ma dicendolo con una perifrasi più chiara: la capacità di costruzione di "mondi immaginari") gli sono chiare e le fa parlare. Ricordiamo, più in generale, che quando uno scrittore racconta un viaggio – sia esso la materia principale del suo racconto o quella di sfondo – non lavora mai a riempitivi o di quinta teatrale. La letteratura di viaggio è di suo letteratura e, aggiungiamo, in toto se sa sostituire la materia visiva o psicologica (più difficile, in questo caso ma quando riesce rendendo ancora più valido il transfert), normalmente attribuita ai personaggi, ai luoghi.

Da lettore Brokken sa riconoscerla anche nei libri altrui: “Kafka applica un'analoga tecnica di rallentamento, nel descriverlo: fa procedere la corsa del tram verso la stazione di Praga in mondo esasperatamente lento, attraverso una molteplicità di dettagli superflui, aggiungendo poi varie divagazioni totalmente irrilevanti, sul viaggio in treno”.

Qui – in uno dei quattordici racconti che compongono La malinconia del viaggiatore (Iperborea) ultima uscita delle sue opere in Italia – Brokken è alle prese con quella incompiuta novella di evasività che è Preparativi di nozze in campagna che........

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