Il programma di Elly Schlein c'è già, ma nessuno lo legge
1. L'improvvisa ossessione per i programmi
È arrivata l'ossessione per il programma. E per me, che ai programmi politici ho lavorato per anni, è una bella novità. Che dire, quasi commovente. Ricordo a me stessa che scrivere programmi è sempre stato uno dei lavori più frustranti della politica. Settimane, mesi di riunioni, discussioni, approfondimenti, proposte, mediazioni, pagine e pagine scritte, corrette, riscritte. E poi? Nessuno se li è mai letti. O quasi. A volte ho avuto il sospetto che non li leggessero nemmeno quelli che li avevano commissionati. Ma tant'è. Oggi sembra che l'Italia sia stata improvvisamente colta da una passione incontenibile per i programmi politici. Evviva dico io. «Il programma! Il programma! Schlein non ha un programma!»
Lo urlano da destra e da sinistra, da sopra e da sotto, nei talk show, sui giornali, nei retroscena, nelle interviste. Una specie di ritornello nazionale. A me viene da dire, con tutto il garbo e il rispetto possibili, attenzione: ma siete scemi o siete in malafede?
Perché un programma, una visione politica, una proposta di governo così chiara e riconoscibile esistono eccome. E così corposa da poterci scrivere libri. Lo so, perché tanto per cominciare, io ci ho scritto un libro che starebbero leggendo in tanti. Evidentemente lo leggono in tanti ma non lo leggono commentatori o editorialisti mainstream e certi apicali e apparati di partito, che continuano a cercare disperatamente qualcosa che hanno sotto il naso. Perché non è stato frutto di una ricerca presso gli archivi segreti vaticani, ma semplicemente il mettere in fila e dare una cornice più sistematica, coerente e con un supporto teorico, alle proposte presentate dal Partito Democratico a guida Schlein insieme all’opposizione in questi 4 anni di governo Meloni.
Naturalmente si può discutere quella proposta. Si può contestarla, giudicarla insufficiente, chiedere come finanziarla, quali strumenti utilizzare, quali priorità scegliere. Anzi, sarebbe ora di farlo. Ma continuare a sostenere che non esista significa evitare accuratamente di entrare nel merito. Oppure essere davvero fuori sincro e impreparati.
2. Un'idea di Paese: il riformismo sociale radicale
E forse il problema è proprio questo. Perché l'agenda politica di Elly Schlein è piuttosto riconoscibile: salari, lavoro, sanità pubblica, scuola, casa, redistribuzione, femminismo, cura, transizione ecologica, diritti. E soprattutto un'idea precisa del rapporto tra economia e società. Quella che nel mio libro chiamo riformismo sociale radicale. Radicale non perché estremista, ma perché prova ad andare alla radice delle disuguaglianze. Riformista perché vuole cambiarne le cause attraverso politiche pubbliche, investimenti, istituzioni e governo.
Il punto è che queste proposte non sono semplici promesse elettorali da mettere in fila per accontentare categorie di elettori. Sono parti di una stessa idea di Paese. Una scuola che funziona rende più libera una persona e sostiene la produttività. Un asilo nido permette a una donna di lavorare, aumenta il reddito familiare e contribuisce alla crescita economica. Una sanità pubblica accessibile protegge la salute e riduce le disuguaglianze. Un salario dignitoso restituisce potere d'acquisto e sostiene la domanda interna. Sono frutto dell’idea che le politiche sociali sono anche politiche economiche. E che l'uguaglianza non è il premio da distribuire dopo che il Paese è cresciuto: è una delle condizioni che permettono al Paese di crescere. Dunque, un punto di vista differente e preciso: quello che guarda alla........
