Le intelligenze artificiali trasformano un conflitto in una sequenza infinita di esecuzioni
La guerra è sempre cospirazione, scrive il generale cinese Quiao Liang nel suo saggio l’Arco dell’Impero, per indicare come, sempre più i combattimenti siano la parte finale di una strategia di sovversione delle opinioni e delle decisioni dell’avversario, in tempo di pace.
Oggi i conflitti in corso in Iran, ma già prima in Ucraina e a Gaza, ci mostrano come l’atto più inesorabilmente atroce di un combattimento, la devastazione del campo avversario, con il suo compendio di vittime classificate come effetti collaterali, abbia mutato completamente forma e contenuto.
Non si colpisce più un quartiere o un caseggiato per danneggiare il territorio del nemico, ma si selezionano i bersagli nominativamente, in base al peso sociale o gerarchico che hanno. Da tempo assistiamo a un vero tiro al bersaglio, un cecchinaggio pianificato, in cui israeliani e iraniani partecipano a un tetro gioco a nascondino, la posta in gioco è la sopravvivenza dei vertici di comando.
In questi ultimi tempi gli apparati di Tel Aviv hanno colpito con iernsorabile sicurezza i capi del regime, via via che si succedevano nelle posizioni di test. Una........
