Dal Congo allo Zimbabwe: l’era dell’intelligenza artificiale tra geopolitica e neo colonialismo
Se l’Africa è storicamente terra di conquista per le sue materie prime, oggi si apre un nuovo fronte: quello della proprietà e della gestione dei dati nell’era dell’intelligenza artificiale. Le recenti tensioni tra vari stati africani, le Big Tech e gli Stati Uniti delineano nuove sfide. Da ultimo, in ordine temporale, il dibattito in Zimbabwe sulla gestione dei dati sanitari e sui limiti alla loro condivisione con partner stranieri riporta al centro dell’attenzione un tema cruciale: l’importanza del controllo dei dati. Dalla digitalizzazione dei registri sanitari alla mappatura dei giacimenti minerari in Repubblica Democratica del Congo (RDC), la posta in gioco non è solo tecnologica, ma soprattutto geopolitica.
Il peso materiale del digitale
Nella discussione sull’intelligenza artificiale emerge sempre più chiaramente un aspetto a volte trascurato: la dimensione materiale delle tecnologie digitali. Algoritmi e piattaforme si basano su infrastrutture fisiche – data center, chip, batterie – che richiedono minerali strategici in grandi quantità, oltre a crescenti volumi di energia.
In tale contesto, i cosiddetti materiali critici hanno acquisito un ruolo geopolitico crescente. Minerali come cobalto, litio, rame e nichel sono fondamentali non solo per l’elettronica avanzata, ma anche per le infrastrutture energetiche e per l’intero ecosistema tecnologico che sostiene l’IA. Non sorprende, quindi, che il controllo delle........
