Un crocevia di drammi e speranze: a Milano il Festival Presente Indicativo
Secondo Jung la fiaba un deposito culturale dei nostri traumi collettivi. Il linguaggio semplice e la costruzione di un mondo incantato non cancellano spavento e paura. Carolina Guiela Nguyen, una delle registe più acclamate in Europa, ha scelto per il suo ultimo spettacolo “Valentina” l’architettura della favola, nonché la chiave del dramma fino al melò, come pure aveva fatto in Lacrima, e prima ancora nello spettacolo che aveva rivelato le sue doti di regia e drammaturgia, il bellissimo Saigon, dedicato alle storie della sua famiglia emigrata negli anni ’70 dal Vietnam in fiamme. In “Valentina” la favola serve ancora a raccontare storie di conflitti dell’integrazione tra culture. Protagonista è come in tutte le fiabe una bambina rumena di dieci anni, Valentina (in scena si alternano le bravissime Chloé Catrin, Angelina Iancu e Cara Parvu) la cui avventura sarà muoversi in labirinto di lingue diverse per aiutare la madre malata di cuore. Servono cure urgenti all’estero e la donna con la figlia partiranno per Parigi, mentre il marito, violinista di strada, resterà a Bucarest.
La........
