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Nei caffè di Teheran, tra tregua incerta e vita quotidiana

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04.05.2026

Dopo tre settimane di una tregua molto fragile con gli Stati Uniti, in Iran la normalità non è tornata. Se ne vedono semmai tracce, in spazi limitati, nella vita quotidiana. A Teheran, e non solo, uno di questi spazi sono i caffè. Il reportage “In Packed Cafes, Iranians Yearn to Escape War's Wreckage” della giornalista iraniana-americana Farnaz Fassihi sul New York Times descrive sale piene a tutte le ore, tavoli occupati a lungo, gruppi che si allargano sui marciapiedi. Si beve caffè, tè al cardamomo, persino cappuccini, e ogni tanto si divide un dolce. Non è tanto il gesto in sé a colpire, quanto la sua semplicità in un contesto che rende tutto il resto più difficile.

Il fattore economico in queste scelte gioca un ruolo centrale. Molti hanno perso il lavoro, i risparmi di tutti si stanno sgretolando, mentre il rial si svaluta e i prezzi salgono. Uscire a cena è diventato complicato, ricevere a casa anche. In una cultura nella quale l’ospitalità ha un suo codice preciso, invitare qualcuno significa sostenere una spesa che non tutti riescono più a permettersi. Un caffè resta una delle poche opzioni praticabili. Nassim, scrittrice, quarant’anni, racconta di andarci più volte a settimana. Vive ancora con i........

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