menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

C'è sempre un prima in tutti gli episodi di violenza. E noi continuiamo a occuparci del dopo

20 0
08.04.2026

Ogni volta che accade qualcosa di grave in una scuola, si apre un ciclo che conosco bene. Prima lo shock. Poi le dichiarazioni. Poi le proposte: telecamere, protocolli, commissioni. Poi il silenzio, fino alla prossima volta. È un rituale collettivo che ha la forma della risposta e la sostanza dell'impotenza. Perché il problema non nasce nel momento in cui esplode. Prende forma prima, molto prima. Mentre noi continuiamo a occuparci solo del dopo.  

Il ferimento di un'insegnante a Bergamo è una grave notizia di cronaca. Ma è anche uno specchio. E quello che riflette non è un'emergenza improvvisa: è una realtà che cresce da anni, silenziosa e strutturale. Negli anni successivi alla pandemia, il disagio psicologico dei giovani è emerso con una chiarezza che non lascia più spazio alle giustificazioni: ansia, attacchi di panico, ritiro sociale, disturbi alimentari, autolesionismo, apatia, paura del futuro, isolamento. Non casi isolati. Un fenomeno di massa. Le richieste di aiuto ai servizi di salute mentale sono aumentate tra il venti e il trenta per cento.

I servizi pubblici non riescono a rispondere. Lo scarto tra domanda e offerta........

© HuffPost