L’Italia possiede tutte le condizioni naturali per costruire una vera indipendenza energetica
Energia, economia, sicurezza e ambiente. Parole utopiche in un mondo che vive una fase segnata da disordine, conflitti, instabilità, perdita di valori e di diritti costruiti in quasi ottant'anni di democrazia e cooperazione internazionale. Tra i fattori responsabili di questo cambiamento di paradigma e dell’insicurezza globale, la produzione di energia è certamente uno dei più importanti, se non il principale.
Per questo ribadiamo la necessità ormai irrinunciabile di una transizione verso fonti di energia pulita. La guerra in Iran e le tensioni nel Golfo stanno già producendo effetti pesanti sui mercati energetici globali: il prezzo del petrolio ha persino superato i 100 dollari al barile, mentre l’incertezza sulle forniture ha spinto al rialzo anche il gas e l’elettricità in Europa, riflettendo i timori di interruzioni nelle forniture e nel traffico energetico attraverso lo Stretto di Hormuz.
Queste crisi dimostrano quanto il sistema energetico mondiale sia ancora vulnerabile alle tensioni geopolitiche. Quando l’energia dipende da poche aree strategiche del pianeta, ogni conflitto può tradursi in inflazione, instabilità economica e rischi per la sicurezza energetica dei Paesi importatori, che su queste dinamiche hanno spesso un controllo limitato.
Proprio per questo sempre più analisi internazionali sottolineano come la sicurezza energetica passi attraverso un’accelerazione della transizione verso fonti rinnovabili, che garantiscono maggiore indipendenza energetica e stabilità dei prezzi. Solare ed eolico, oltre a ridurre le emissioni climalteranti, sono risorse diffuse e non soggette alle stesse dinamiche di embargo, shock dei prezzi o conflitti che caratterizzano petrolio e gas.
Secondo l'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), oltre il 90% dei nuovi impianti rinnovabili è ormai più economico delle nuove centrali fossili, grazie al forte calo dei costi di solare ed eolico. Anche per la l'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA), le rinnovabili sono oggi spesso l’opzione più competitiva per produrre nuova elettricità. Investire nelle rinnovabili significa quindi non solo affrontare la crisi climatica, ma anche rafforzare l’indipendenza energetica e la stabilità economica dei sistemi nazionali.
Ma al vertice sul nucleare di Parigi, Ursula von der Leyen ha rilanciato la proposta di sviluppare in Europa una nuova generazione di piccoli reattori modulari, indicandoli come possibile componente del futuro mix energetico europeo. Una proposta che solleva, però, alcuni interrogativi: anche i reattori più avanzati continuano a produrre rifiuti radioattivi e richiedono tempi di realizzazione molto lunghi rispetto alla rapidità con cui oggi possono essere installate le energie rinnovabili. Inoltre, si rischierebbe di passare dalla dipendenza dal gas e dal petrolio a una nuova dipendenza strategica dall’uranio. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha rilanciato l’ipotesi di un ritorno al nucleare nel nostro Paese e ha annunciato l’adesione all’impegno internazionale per triplicare la capacità nucleare globale entro il 2050. Ma non dimentichiamo che in Italia il ricorso al nucleare è stato respinto due volte da referendum popolari, nel 1987 e nel 2011.
Come sostiene l’economista Jeremy Rifkin, l’Italia possiede tutte le condizioni naturali per costruire una vera indipendenza energetica: abbondanza di sole, risorse eoliche diffuse, un vasto patrimonio marino e idrico con fiumi e coste, oltre al potenziale geotermico delle aree vulcaniche, che offre grandi potenzialità per l’energia rinnovabile, rendendo possibile un sistema energetico basato su fonti pulite, distribuite e prodotte localmente.
Di fronte a un pianeta attraversato da crisi energetiche e climatiche, la vera sfida è costruire un sistema energetico più resiliente, basato su fonti pulite, diffuse e democratiche. Per noi di Marevivo, la transizione energetica non è solo una questione economica o tecnologica, è la condizione essenziale per proteggere gli ecosistemi e il mare, che regolano il clima e sostengono la biodiversità da cui dipende la vita sul Pianeta. Investire nelle rinnovabili significa rafforzare allo stesso tempo sicurezza energetica, stabilità economica e tutela del patrimonio naturale.
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