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In memoria di Olivier Dupuis, leader nonviolento radicale

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04.05.2026

Olivier Dupuis è morto il 4 maggio 2026. È stato l’ultimo militante politico del ‘900. Un politico che, fin da giovane, ha vissuto di, e per, la politica. Una politica radicale, antimilitarista, antiproibizionista, libertaria e federalista europea; una politica carica di idee forza che lottava contro le discriminazioni, per far conoscere alle persone di buona volontà le cause più disparate e disperate, una politica che avanzava possibili soluzioni alle sistematiche violazioni dei diritti umani in mezzo mondo.

La politica di Dupuis è più nota del politico Dupuis; raramente in politica è dato incontrare chi antepone la “causa” a sé stesso, l’obiettivo da raggiungere alla necessità di far sapere, a favore di telecamere, che si è avuta un’idea o che ci si sta adoperando per metterla in pratica. Di rara generosità umana, intellettuale ed economica, Olivier Dupuis ha dato corpo alle sue convinzioni antimilitariste finendo in galera per aver rifiutato la leva e il “servizio civile” nazionale belga.

Nel sua dichiarazione ai membri della Corte Militare di Bruxelles nel dicembre 1985, Dupuis chiariva così il perché della sua affermazione di coscienza: “Io obietto al servizio militare e, per ciò stesso, alla difesa quale è concepita e organizzata oggi, perché è potenzialmente fonte di morte ma soprattutto perché, per le risorse umane, finanziarie e tecniche che richiede, partecipa alla sottrazione di risorse indispensabili alla soluzione delle guerre in atto, anzitutto della guerra alimentare, e di quelle che, attraverso uno stato d’assedio permanente — potremmo dire istituzionalizzate se la parola istituzione avesse un qualche valore in quelle zone — privano centinaia di milioni di persone dei diritti umani più fondamentali: diritti civili, politici e sindacali”. 

Quando non sfidava l’ordine o le leggi liberticide o ideologiche di un regime democratico o totalitario, prima nei paesi di quello che fu il Patto di Varsavia e poi nel sud-est asiatico, Dupuis era in sciopero della fame. Centinaia di digiuni per tutto e tutti. In entrambi i casi chiedeva alle istituzioni di rispettare i propri principi e obblighi internazionali per il pieno rispetto dei diritti umani ovunque nel mondo. 

Olivier Dupuis ha avuto anche l’onere, molto più che l’onore, di essere segretario del Partito Radicale per una decina d’anni........

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