Il possibile ritorno dell’Ungheria nella Corte penale internazionale
Nella sua prima conferenza stampa da vincitore delle elezioni ungheresi e premier in pectore, Péter Magyar ha affrontato tutti i temi possibili e immaginabili ivi compreso, su domanda della DW, il ritorno dell’Ungheria nella Corte penale internazionale.
All'inizio del 2025, il governo Orbán aveva notificato ufficialmente alle Nazioni Unite il ritiro dallo Statuto di Roma, il trattato istitutivo della CPI. Le motivazioni erano legate al rifiuto di ottemperare ai mandati di arresto emessi dalla CPI nei confronti dei suoi amici/alleati: Putin e Netanyahu.
Nell'aprile 2025, Orbán aveva ospitato il primo ministro israeliano per una visita di Stato, nonostante un mandato di arresto nei suoi confronti attivo dal 2024 della CPI per crimini di guerra, fin dalla primavere del 2023, e aveva criticato il mandato di arresto contro Vladimir Putin per crimini di guerra e contro l’umanità, rifiutando di impegnarsi ad arrestarlo qualora fosse entrato in territorio ungherese. Il processo di abbandono dello Statuto di Roma avrebbe dovuto esser ultimato a giugno di quest’anno. La vittoria di Tisza alle elezioni politiche ha cambiato anche........
