Sull'ampliamento della Galleria Borghese non basta dire no a priori
La vicenda dell’ampliamento della Galleria Borghese è diventata un caso politico. L’ipotesi di un nuovo volume a servizio del museo ha prodotto reazioni dure, allarmi, richieste di stop. Ed è comprensibile: Villa Borghese non è uno spazio vuoto, né un parco qualsiasi dentro cui inserire un nuovo edificio. È un organismo storico, paesaggistico e culturale delicatissimo, nel quale il rapporto tra il Casino nobile, i viali, i giardini, le quinte vegetali e la città costituisce esso stesso patrimonio.
Ma proprio perché parliamo di patrimonio, il dibattito non può ridursi a uno scontro tra chi vuole “costruire” e chi vuole “difendere”. Sarebbe una semplificazione. E soprattutto non aiuterebbe la Galleria Borghese.
Perché il problema esiste. La Galleria Borghese è uno dei musei più straordinari del mondo, ma è anche uno dei più difficili da vivere. Prenotare una visita significa spesso riuscire a entrare dopo settimane, se non dopo mesi. L’accessibilità per le persone con disabilità resta un tema reale. Portare le scuole è complicato. Gli spazi per accoglienza, didattica, laboratori, conferenze, gruppi e servizi sono insufficienti. Il museo è meraviglioso, ma saturo. Prezioso, ma fragile. Desideratissimo, ma strutturalmente limitato.
C’è poi un altro tema, meno visibile ma decisivo: molte opere sono conservate nei depositi. Depositi curati, ordinati, in parte visitabili, ma pur sempre depositi. Una parte importante del patrimonio non entrerà mai stabilmente nel percorso principale, perché il Casino nobile ha limiti fisici evidenti e non superabili.
Dunque, la domanda non può essere semplicemente: si costruisce o non si costruisce? La domanda vera è: quale futuro immaginiamo per la Galleria Borghese?
Se vogliamo un museo davvero contemporaneo, accessibile, inclusivo, capace di accogliere scuole, studiosi, famiglie, persone con disabilità, cittadini e pubblici diversi, allora il tema dell’ampliamento esiste. Non possiamo fingere che basti lasciare tutto com’è. Proteggere l’esistente........
