Non è vero che stiamo meglio, soprattutto i giovani
Ogni anno celebriamo la Giornata mondiale della felicità. Ma se guardiamo i dati più recenti, viene da chiedersi: siamo davvero più felici, oppure stiamo solo parlando di felicità più di prima? Perché le due cose non coincidono.
Il World Happiness Report ci dice che nei paesi occidentali i giovani, oggi, hanno livelli di soddisfazione di vita più bassi degli adulti. Non è un’anomalia momentanea, né un effetto residuo della pandemia. È una tendenza che si consolida. Ed è un segnale molto forte.
Per anni abbiamo dato per scontato che la giovinezza fosse il tempo della possibilità, dell’apertura, dell’energia. Oggi non è più così lineare. Le nuove generazioni crescono in contesti più ricchi, più connessi, più aperti. Eppure, sul piano del benessere psicologico, risultano spesso più esposte, più fragili, più in difficoltà. Non è un paradosso apparente. È un cambiamento reale.
Non è la felicità che manca. È l’equilibrio
Attenzione però a non fare un errore: non stiamo diventando incapaci di provare........
