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Il fenomeno migratorio è il nuovo oppio dei popoli

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19.05.2026

“La Spagna è figlia della migrazione e non sarà madre della xenofobia”, con questa frase Pedro Sánchez ha ribadito, in occasione dell’incontro internazionale noto come Global Progressive Mobilisation (GPM) tenutosi lo scorso aprile a Barcellona, la posizione del governo spagnolo. Un paese che affonda le proprie radici storiche nella migrazione e che non vuole diventare xenofobo nei confronti dei migranti. Sono proprio quest’ultime le posizioni sempre più ricorrenti nei governi di estrema destra in Europa o in paesi come gli Stati Uniti, con politiche anti-immigrazione e atteggiamenti discriminatori verso lo straniero migrante. La retorica è ormai sempre la stessa: l’immigrato è il pericolo, ci ruba il lavoro, porta le malattie, è un criminale — il nemico comune su cui concentrarsi.

La stagnazione demografica, con un basso tasso di natalità unito all’aumento della speranza di vita e quindi alla necessità di far fronte a un numero crescente di pensionati, rende la presenza di immigrati non solo un dovere morale, ma anche utile. Inoltre sono gli stessi immigrati a lavorare nelle nostre campagne, nelle costruzioni, negli ospedali e a prendersi cura dei nostri anziani.

Nel 2024 la Svizzera ha registrato il livello di natalità più basso da........

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