In viaggio tra spiritualità, natura e arte nei luoghi di Santa Rita da Cascia
Tra i picchi aspri e le valli boscose dell’Appennino umbro, dove il paesaggio sembra custodire un’eco antica di raccoglimento e misticismo, la Valnerina rivela uno dei suoi nodi spirituali più profondi e partecipati.
È una geografia dell’anima prima ancora che del territorio, plasmata indelebilmente dalla memoria di Santa Rita da Cascia: la santa degli impossibili, ma soprattutto la figura carismatica che ha saputo incarnare il riscatto degli ultimi, l’abbraccio della misericordia e la forza dirompente del perdono.
Oggi, la terra di Cascia e della vicina frazione di Roccaporena mantiene intatta la trama dei luoghi che ne hanno accolto la nascita, le sofferenze, la preghiera e l’operato.
Non sorprende che questi sentieri rappresentino uno degli itinerari più battuti d’Italia — e con una proiezione sempre più internazionale — capace di attrarre non soltanto i devoti guidati dalla fede, ma un pubblico eterogeneo di viaggiatori alla ricerca di speranza, di silenzio o semplicemente di un’esperienza autentica di interiorità.
La figura di Santa Rita
Nata alla fine del Trecento a Roccaporena come Margherita Lotti, la sua esistenza fu un microscopio sulle complessità del suo tempo: prima sposa e madre in un contesto segnato da sanguinose faide locali, poi vedova colpita anche dalla perdita dei figli e infine monaca agostiniana dopo aver imposto la pace tra le famiglie rivali.
La sua figura trascende il racconto........
