L’AI sarà presto un genere di lusso: il fattore umano torna in gioco
Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha recentemente chiesto alle principali aziende del settore di rallentare lo sviluppo dei modelli più avanzati, introducendo valutatori indipendenti, standard di sicurezza condivisi e maggiore cooperazione internazionale. Sam Altman ed Elon Musk hanno appoggiato, almeno in parte, la sua posizione. Non si parla di fermare l’innovazione, ma di evitare che le capacità dei sistemi crescano più velocemente degli strumenti necessari per controllarle (Reuters, settembre 2026).
Per chi lavora nel marketing la domanda è molto concreta: brand e agenzie stanno adottando l’AI con la stessa rapidità con cui stanno costruendo competenze, regole e sistemi di misurazione?
L’85% delle aziende pubblicitarie usa già l’AI
Secondo IAB Europe, l’85% delle aziende intervistate utilizza già strumenti di intelligenza artificiale nel marketing. Le applicazioni più diffuse sono il targeting, indicato dal 64% del campione, e la generazione di contenuti, al 61%. Circa tre aziende su quattro prevedono inoltre di mantenere o aumentare gli investimenti (IAB Europe, 2025).
Nel video l’accelerazione è ancora più evidente. Il 50% degli advertiser utilizza già la generative AI per realizzare creatività, mentre l’86% la usa o prevede di farlo. Secondo IAB, nel 2026 il 40% delle video ads potrebbe essere prodotto almeno in parte attraverso strumenti generativi. L’AI viene impiegata soprattutto per creare versioni destinate a pubblici........
