L’esodo istriano di Adriana e Amalia: «Quelle fughe su un carretto e a piedi»
«Di quella notte, quando scappammo attraverso i boschi, nonostante avessi quattro anni non ricordo proprio nulla. Si dice che dopo i tre anni i bambini ricordano. Credo di aver avuto così tanta paura da aver scordato tutto».
Adriana Nessenzia, 85 anni tra pochi mesi, fuggì dall’Istria, da Albona, insieme alla mamma, al papà e alla sorellina. «Mio padre era di Sospirolo, era emigrato in Istria per lavorare nelle miniere. Lì conobbe mia mamma Albina Giurici, istriana, lì siamo nate noi figlie».
Alla fine della guerra, furono costretti a fuggire per non finire nelle foibe o in qualche campo di concentramento. Partono di notte, attraversano i boschi, prima forse su un carretto poi a piedi, e tornano in Italia. Di quello che successe in quei luoghi tra il 1943 e il momento della fuga e del ritorno in Italia, a casa dei Nessenzia non si parlava mai.
«Qui a Sospirolo viveva anche una cugina di mia madre con il marito. Tra di loro le due istriane parlavano nella loro lingua, ma questo non era gradito agli altri famigliari», ricorda la signora Adriana.........
