Malinin, il re del ghiaccio che sposta i limiti del pattinaggio
Il ghiaccio Ice Skating Arena di Milano sembrava respirare con lui. Ogni spinta di lama sollevava un boato, ogni atterraggio netto strappava applausi che salivano come onde. Ilia Malinin non ha semplicemente pattinato. Ha incendiato il pubblico. Ha trasformato una prova olimpica in uno spettacolo totale, dove tecnica estrema e presenza scenica si sono fuse in una delle esibizioni più memorabili di questi Giochi olimpici.
Domani è probabilmente destinato a replicarsi per l’evento conclusivo a medaglia, con la prestazione libera di pattinaggio di figura in singolo.
Il momento simbolo è arrivato a metà programma. Una rincorsa rapida, il busto che si apre in avanti, poi il decollo. Il quadruplo Axel. Quattro rotazioni e mezzo in aria, un salto che per decenni era rimasto ai margini dell’immaginabile. Malinin lo ha chiuso con una precisione chirurgica, senza sbavature, proseguendo la coreografia come se fosse un passaggio qualunque. In tribuna si sono alzati in piedi. Non per educazione. Per........© Corriere delle Alpi
