Rosy Bindi: «Il popolo ha salvato la Carta, Meloni rinunci al premierato mascherato»
Arriva trafelata in Piazza S.S.Apostoli per festeggiare la vittoria, Rosy Bindi, reduce da una lunga campagna nel suo ruolo di testimonial più autorevole del Comitato del No. E dal tono della voce di una ex ministra, già presidente del Pd e oggi riserva della Repubblica, si sente l’entusiasmo di chi non vinceva una sfida politica di questa portata da un bel po’ di tempo. E prima di raggiungere Maurizio Landini, Elly Schlein e Giuseppe Conte, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e i leader della sinistra, Bonelli e Fratoianni, la pasionaria dell’Ulivo invita la premier a «rinunciare al sogno di una democrazia autoritaria».
Come se la spiega una vittoria così larga?
«È successo che per la terza volta, dopo il 2006 e il 2016, chi ha tentato di stravolgere la Costituzione, si è sentito rispondere No dal popolo italiano».
E questa straordinaria partecipazione a cosa è dovuta?
«Non è straordinaria rispetto ai referendum costituzionali, perché non a caso in quelle circostanze c’è sempre stata una grande affluenza. È la terza volta che i cittadini bocciano stravolgimenti alla Carta, perché cambiamenti per far funzionare meglio l’assetto che ci hanno lasciato i padri costituenti si possono fare, ma stravolgere i principi fondamentali a colpi di........
