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Effetto Trump (e Putin): il riarmo europeo è cominciato davvero

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28.01.2026

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Zitto zitto, il riarmo europeo è cominciato davvero. Sottotraccia, perché la parola «riarmo» è ancora un tabù, suscita resistenze enormi in ampie fasce delle opinioni pubbliche europee. Ma procede lo stesso. Per merito, o per colpa, di Putin e di Trump. Sì, guardando ai numeri e ai tempi necessari per ricostruire un’industria europea della difesa, quanto sta accadendo non può essere spiegato esclusivamente con i dodici mesi di presidenza Trump: troppo pochi. 

Il primo impulso al riarmo risale ovviamente a quattro anni fa, all’invasione dell’Ucraina, uno shock che ha svegliato almeno una parte delle classi dirigenti europee dal loro letargo geopolitico. L’arrivo di Trump alla Casa Bianca è stato il secondo shock: le pressioni per un aumento della spesa militare da parte degli europei sono diventate formidabili, assortite con la vaga paura di una possibile uscita degli Usa dalla Nato, fino alle recenti provocazioni sulla Groenlandia. 

Dunque il «combinato disposto» Putin-Trump non poteva non lasciare tracce. E infatti qualcosa si sta muovendo, in un Vecchio continente solitamente poco incline al cambiamento. Quel che segue è una sintesi del riarmo in atto fatta dal Wall Street Journal elaborando dati e ricerche di un think tank specializzato, l’International Institute for Strategic Studies.

La domanda resa impellente dalle tensioni emerse a Davos è questa: l’Europa è in grado di armarsi e........

© Corriere della Sera