Trump ai confini del potere: analisi e conseguenze economiche e politiche della decisione della Corte sui dazi
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Trump ai confini del potere: analisi e conseguenze economiche e politiche della decisione della Corte sui dazi
Come leggere il pronunciamento nel rapporto tra giudici ed esecutivo Usa. E il precedente del caso Federal Reserve
La sentenza della Corte Suprema americana sui dazi (è un esempio di chiarezza, semplicità e concisione) ha rilevanti conseguenze economiche e politiche, anche se in parte ancora incerte. Cominciamo con quelle economiche.
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Il costo dei dazi per gli americani
La Corte ha dichiarato incostituzionali i dazi che Trump ha introdotto ricorrendo a una legge del 1977 (l’Ieepa) che dà al Presidente il potere di “regolare … le importazioni” in caso di emergenza. La Corte ha concluso che tale generico termine non può includere l’introduzione di tasse sui contribuenti americani, che, senza una delega esplicita, solo il Congresso può approvare. Il che conferma una cosa ovvia: i dazi sono tasse pagate dagli americani, non soldi che fluiscono dal resto del mondo. Questo è vero anche economicamente: diversi studi hanno concluso che chi vende all’America, con poche eccezioni, non ha cambiato i propri prezzi e che, quindi, i dazi sono stati pagati dagli importatori americani. Restano in vigore i dazi che Trump ha introdotto in base ad altre leggi (per esempio quelli su acciaio e alluminio), ma i dazi del 15% verso l’Ue, introdotti sulla base legale dell’Ieepa, non sono più validi. Trump ora ha introdotto, appellandosi alla Sezione 122 del Trade Act del 1972, dazi del 15% (il livello massimo consentito da tale legge) verso tutti i Paesi, quindi anche l’Ue. Ma li può tenere solo per 5 mesi a meno di una conferma del Congresso. Resta quindi una notevole incertezza che non può far bene all’economia americana e mondiale.
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