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Alessia, accoltellata sul bus

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12.03.2026

Parla la penalista vittima dell'aggressione del 5 marzo: «In questa storia c'è stato un disagio non intercettato. Sono fuggiti tutti dal mezzo, devo la mia vita al conducente»

«Qualcosa non ha funzionato in questa catena di eventi. E quell’uomo è stato lasciato solo».

Cosa vuol dire esattamente avvocato?«Voglio dire che da qualsiasi lato si guardi, in questa storia ci sono due vittime: io e il mio aggressore».Alessia Viola, penalista napoletana di 32 anni, dopo aver trascorso mezza giornata tra ospedali per medicazioni e incontri con familiari, amici e colleghi («ho ricevuto un’andata d’affetto che mi ha aiutata molto», dice), riavvolge il nastro di quei lunghi minuti di terrore trascorsi la sera di giovedì 5 marzo su un bus al Vomero, quando è rimasta vittima di una brutale aggressione da parte di uno sconosciuto, e a mente fredda accetta di fare anche qualche considerazione. 

«Quell’uomo era lì, con me, sotto la pensilina dei bus di piazza Quattro Giornate. Era appena venuto via dalla vicina caserma dei carabinieri e si stava lamentando ad alta........

© Corriere del Mezzogiorno