Manfredi: «Battere Meloni? Si può fare ma il Pd non è pronto, fa fatica. Serve una visione. Le primarie? Non ne abbiamo bisogno»
Così in un'intervista a Il Foglio il primo cittadino di Napoli, da molti indicato come il possibile "federatore" del centrosinistra. Ma lui: «Sono sindaco di Napoli, rispondo ai miei elettori. Sono un "provinciale"»
La sinistra può battere Giorgia Meloni alle prossime elezioni? «La partita è aperta, credo che Meloni si possa battere, ma serve una proposta concreta». Gaetano Manfredi, in una lunga intervista al Foglio, lancia un sasso enorme nello stagno del Partito democratico e del centrosinistra. Scuote il Pd, partito a cui, anche se non ne ha la tessera, fa riferimento (il fratello Massimiliano è appena stato eletto presidente del Consiglio regionale della Campania): sia a Napoli che nel Paese; partito che lo ha voluto sindaco del capoluogo campano e sostenuto con forza alla presidenza dellâAnci. Insieme al M5S, però, atteso che del governo Conte 2 fu ministro dellâUniversità e che Conte straveda per lui. Da tempo, come per la sindaca di Genova Silvia Salis, torna il nome di Manfredi sul tavolo della politica come possibile federatore di quello che fu il campo largo. Sarà perché il suo modello di campo largo ha vinto a Napoli, e ora in Regione Campania con Roberto Fico. Sarà per la sua amicizia con Romano Prodi e Paolo Gentiloni. Sarà perché........
