Abbattuti dal maltempo
Gli uccelli migratori in difficoltà erano stati recuperati in Penisola sorrentina. Sono stati curati e riabilitati presso il Centro di Recupero Animali Selvatici della Federico II
Stanno bene e tornano a volare i due bellissimi esemplari di Gru cenerina (Grus grus), curati e riabilitati presso il Centro di Recupero Animali Selvatici della Federico II – Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali, con sede operativa presso il presidio ospedaliero veterinario Asl Napoli 1 Centro. Ne dà notizia oggi la stessa Azienda sanitaria locale.
Nelle scorse settimane le due gru erano state rinvenute in un’area della penisola sorrentina a seguito di un evento meteo avverso che ne aveva causato la caduta al suolo durante la migrazione stagionale con altri esemplari verso le aree di nidificazione dell’Europa centro-settentrionale. Le due gru erano ferite e in evidente stato di difficoltà da personale del Servizio Veterinario dell’Asl Napoli 3 Sud, allertato da alcuni cittadini. Il personale intervenuto aveva così immediatamente preso contatto con il Centro di Recupero Animali Selvatici per dare luogo al tempestivo trasferimento.In tempi record le Gru cenerine sono state accolte dai Medici Veterinari del CRAS che hanno avviato le procedure mediche finalizzate alla stabilizzazione clinica, grazie alle quali si è ottenuto un rapido recupero delle condizioni mediche.
Il monitoraggio clinico, corredato da test specifici, ha accertato il pieno recupero e l’idoneità al rilascio in natura, che è avvenuto con successo presso un'area della regionale ritenuta adeguata a garantire le migliori condizioni per il corretto reinserimento in natura.La liberazione è avvenuta previo inanellamento delle Gru da parte di personale autorizzato dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale che opera presso il Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS).
«Il recupero di un animale selvatico non è solo un atto di compassione o di tutela individuale», recita una nota dell'Asl Napoli 1 Centro: «È anche un’occasione preziosa per comprendere le dinamiche ecologiche e gli elementi che regolano i sistemi naturali di cui anche l’essere umano fa parte. Ogni esemplare che torna in libertà racconta qualcosa in più, offrendo indicazioni utili per proteggere la biodiversità, la salute dell’ambiente e la salute umana in ottica One health (una sola salute)».
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16 marzo 2026 ( modifica il 16 marzo 2026 | 14:13)
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