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Referendum, Gratteri: «Attendo la denuncia di Salvini e la perizia annunciata da Nordio»

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01.03.2026

Il procuratore di Napoli con Antimafia 2000 rilancia e parla di «osmosi tra la classe dirigenziale e le mafie» commentando le prospettive post-referendum di Tajani per la polizia giudiziaria

«Attendo ancora la denuncia di Salvini che, dopo un mio intervento in Calabria durante il quale ho detto che `ndrangheta, massoneria e centri di poteri avrebbero votato sì, ha preannunciato che mi avrebbe denunciato. Allora, in questi giorni dovrei riceverla». Così il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri parlando del referendum del 22 e 23 marzo con l'emittente Antimafia Duemila tv, durante la quale il magistrato ha sottolineato che «pure rappresentanti del Csm di Forza Italia hanno annunciato nei miei confronti un procedimento disciplinare e lo aspetto per difendermi. Inoltre, il ministro Nordio, nel corso di una trasmissione televisiva della Rai, ha parlato di test psichiatrici anche per chi è a fine carriera. Queste affermazioni di Nordio non sono state rese al bar dello sport, mi aspetto allora che, per coerenza, si apra nei miei confronti un'istruttoria per valutare se veramente sono pazzo, con una perizia collegiale. Mi auguro insomma che sia consequenziale».

Gratteri ripete che «si vogliono cancellare sette articoli della Costituzione per meno di trenta magistrati che ogni anno chiedono di passare dall'essere giudici a pm o viceversa e, se ci riescono, devono cambiare regione».

E poi. «Poco tempo fa il segretario di Forza Italia, il vicepremier Tajani, ha detto una cosa molto grave: ovvero che si pensa, dopo il referendum, di mettere la polizia giudiziaria sotto il controllo dell'esecutivo» e questa sarebbe «la pietra tombale per qualsiasi tipo di indagine. Anche perché in ogni indagine, è sempre coinvolto un colletto bianco, è una sorta di osmosi tra la classe dirigenziale e le mafie».

Gratteri ha inoltre sostenuto che «il ministro Nordio, rivolgendosi alla segretaria Pd Schlein, si dice meravigliato dal suo essere ostile al sì, perché non si rende conto che la riforma può servire anche a lei quando andrà al Governo. Insomma, quella che si tenta di far passare con il referendum è una riforma per chi va al potere».

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27 febbraio 2026 ( modifica il 27 febbraio 2026 | 19:12)

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