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Domenico, il governatore Fico: «Stop ai trapianti pediatrici al Monaldi»

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16.03.2026

«Interventi strutturali indifferibili per il ripristino di condizioni di sicurezza. La continuità assistenziale per i pazienti in lista d'attesa è garantita attualmente attraverso la convenzione con il Bambin Gesù di Roma»

Il programma di trapianto cardiaco pediatrico al Monaldi «non riprenda fino a quando non saranno integralmente ricostituite le condizioni di sicurezza necessarie». È la posizione del presidente della Regione, Roberto Fico, alla luce delle criticità emerse dopo la morte del piccolo Domenico. Il programma era stato sospeso dalla dirigenza dell'azienda sanitaria nelle scorse settimane. «La continuità assistenziale per i pazienti in lista d'attesa è garantita attualmente attraverso la convenzione con l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. La ripresa dell'attività di trapianto cardiaco pediatrico al Monaldi sarà subordinata alla realizzazione di interventi strutturali che l'istruttoria ha evidenziato come indifferibili: l'attivazione di un'area di degenza e di un blocco operatorio specificamente dedicati alla cardiochirurgia pediatrica, il reclutamento di cardiochirurghi con documentata esperienza pediatrica, l'adozione e la formalizzazione di protocolli aggiornati per il trasporto e la conservazione degli organi conformi alle più recenti evidenze scientifiche, l'adeguamento dello svolgimento dei programmi formativi del personale e il rafforzamento dell'integrazione operativa tra le unità coinvolte nel percorso assistenziale. L'effettiva realizzazione di ciascuno di questi interventi sarà verificata dalla struttura ispettiva regionale prima di qualsiasi autorizzazione alla ripresa».  Il Centro Regionale Trapianti, struttura di coordinamento dell'attività trapiantologica, attualmente collocato nell'Azienda ospedaliera dei Colli, «verrà trasferito presso gli Uffici della Regione, al fine di garantirne un più stretto ed efficace coordinamento con le strutture regionali competenti in materia di programmazione e controllo delle attività trapiantologiche. La ricollocazione consentirà alla Regione di esercitare un monitoraggio più puntuale della rete dei trapianti». Infine sarà condotta «una verifica complessiva dell'organizzazione della rete dei trapianti in Campania, accertando l'adeguatezza dei protocolli, delle risorse professionali, dei flussi informativi e dei sistemi di sicurezza in ciascun centro. Con questi provvedimenti la Regione - in raccordo istituzionale con il Ministero della Salute, nel rispetto delle reciproche competenze - avvia una prima serie di misure di tipo organizzativo», sottolinea Fico.

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