Saviano: «La camorra investe sul turismo»
Lo scrittore apre la due giorni della Federico II dedicata ai vent’anni di «Gomorra». Che torna in libreria per Einaudi
«Essere qui dopo vent’anni non è emotivamente facile per me. Sono stato studente in questo ateneo, ci trascorrevo intere giornate, spesso al Cortile delle Statue. Poi la rottura con la città, dopo Gomorra, ha creato una distanza, il mio nome è diventato divisivo. Quindi a maggior ragione oggi ringrazio il rettore e gli organizzatori di questo incontro».
Il tono è sobrio, eppure non c’è dubbio che Roberto Saviano sia emozionato all’apertura della due giorni su «Gomorra 20 anni dopo 2006-2026» alla Federico II. Il romanzo messo sotto accusa perché «parlava male di Napoli» arriva nelle aule accademiche, con tutti gli onori, in questo convegno tenuto a battesimo dal rettore Matteo Lorito, dai docenti Andrea Mazzucchi e Stefano D’Alfonso. Ad aprire i lavori è l’intervento di Saviano, che parla di «riconciliazione con Napoli». Saluta gli amici, come Raimondo Di Maio, nella cui libreria si tenne la prima presentazione del suo libro. E a proposito della città dei nostri giorni osserva: «So bene che Napoli è sommersa, occupata dai turisti, ma davvero questo può cambiarla? Davvero questo significa più........
