Piantedosi ad Avellino per la Festa della Polizia: cerimonia «blindata», niente buffet e di corsa a casa
Una delle prime uscite pubbliche dopo il caso delle rivelazioni di Claudia Conte. Il ministro dell'Interno dribbla la stampa, saluta quando si apre il rinfresco e torna nella sua Pietrastornina
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi arriva ad Avellino alle celebrazioni per il 174° anniversario della Polizia, scegliendo, l'Irpinia, la sua terra d’origine, per una delle prime apparizioni pubbliche dopo le polemiche nate dalle rivelazioni della giornalista Claudia Conte in una intervista. Accompagnato dal capo della polizia Vittorio Pisani e dal prefetto Rossana Riflesso, Piantedoosi non rilascia dichiarazioni ai cronisti, complice anche un rigido protocollo che proibisce addirittura alle telecamere di sostare all'esterno del teatro.
L'evento, infatti, si è svolto in un clima ancora più rigido e controllato e con forti restrizioni per i media. Difficile pensare che si tratti solo di motivi di sicurezza, ma probabilmente per evitare eventuali domande da parte della stampa sul «caso» sollevato dalla giornalista laziale. Il ministro arriva a cerimonia appena iniziata, quando è stato appena letto il suo messaggio di saluto, entra in sala e viene accolto dall'applauso della platea. Poi insieme assieme al capo della Polizia, presenzia alla consegna dei riconoscimenti agli agenti in servizio nella Questura del capoluogo irpino, guidata da Pasquale Picone, e assiste al concerto della banda della Polizia di Stato.
Al termine della cerimonia, all'uscita da un palchetto gli si chiede: «Come stai?». E Piantedosi risponde: «Bellissima giornata, viva la Polizia di Stato». Poi il ministro, circondato dai suoi collaboratori, salta il buffet in teatro e si dirige verso la sua residenza a Pietrastornina, comune irpino. Intanto il titolare del Viminale tornerà nell sua terra il prossimo 17 aprile a Mirabella Eclano, per un vertice trilaterale con gli omologhi di Francia e Germania.
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