L'intelligenza (artificiale) negata alle aziende può frenare lo sviluppo al Sud
La carenza di competenze è già oggi un ostacolo alla diffusione dell’IA, un deficit particolarmente accentuato nel Sud rischia di trasformare una straordinaria opportunità in un ulteriore fattore di divario territoriale
In Italia mancano oltre 315 mila addetti alla gestione dell’intelligenza artificiale, di cui circa 31 mila soltanto in Campania. I dati elaborati da Confartigianato danno conto di una vera e propria emergenza. Un’emergenza annunciata da tempo e che, proprio per questo, si spera non venga sottovalutata dal decisore politico a partire da oggi. Gli esperti sono già a lavoro in cerca di soluzioni, ma prima di entrare nel merito non si può non sottolineare un dato di fondo: l’atteggiamento culturale con cui siamo soliti affrontare il tema dell’intelligenza artificiale non sembra quello più adatto a favorirne lo sviluppo e a coglierne le potenzialità.
Dopo un iniziale, estremo ottimismo, prossimo alla tecnolatria, prevale ora, in larga misura, una visione del tutto opposta, più vicina all’atavica paura del nuovo che accompagna ogni grande innovazione. A questa si aggiungono, non di rado, ragioni strumentali e ideologiche legate al conflitto politico contingente. L’intelligenza artificiale diventa così, a seconda dei punti di vista, uno strumento di dominio, una fonte di nuove........
