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Pompei, l’Intelligenza artificiale fa rivivere chi fuggiva dalla lava dell'eruzione nel 79 d.C.

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28.04.2026

Il risultato della collaborazione tra il Parco Archeologico e l’Università di Padova. Ricostruita l'immagine di un uomo che scappò con il mortaio sulla testa per proteggersi dalla pioggia di lapilli

Un giovane pompeiano morì travolto dal flusso piroclastico, una nube ardente di cenere e gas ad altissima temperatura, mentre cercava di allontanarsi dalla città antica per raggiungere la costa. L’altro, di età più adulta, era già morto qualche ora prima sotto la pioggia di lapilli: inutile il tentativo di proteggersi con un mortaio di terracotta ritrovato accanto al corpo. Aveva con sé anche una lucerna, utilizzata probabilmente per orientarsi in quell’inferno tenebroso che era diventata la cittadina vesuviana dopo l’inizio dell’eruzione del 79 d. C. Portava un anello di ferro al mignolo sinistro e aveva con sé un gruzzolo di monete di bronzo.

Lo scheletro della vittima con il mortaio affianco

L’estremo tentativo di quest’ultimo sventurato richiama le descrizioni di Plinio il Giovane che riferì in una lettera che le persone in fuga dalla furia........

© Corriere del Mezzogiorno