«Ospedale del Mare di Napoli, barelle
Denuncia della nuora di una paziente: «Abbiamo pagato 400 euro per una notte». Ieri visita dei Nas. Il manager Asl: «Vigileremo»
L'ospedale del Mare di Napoli
«Le barelle al Pronto soccorso dell’Ospedale del Mare non sono sufficienti per i malati accompagnati dalle ambulanze e quando si arriva lì ci sono queste persone orribili, che lavorano per le ditte di ambulanze private. Si avvicinano mentre tu stai magari con tua mamma malata ed in codice arancione e ti chiedono se l’hanno sbarellata. Poi ti propongono una barella per 30 o 40 euro l’ora, che ti noleggiano loro. Noi, nella tragicità del momento, siamo rimasti scioccati. Abbiamo pagato circa 400 euro affinché la nostra congiunta novantenne in codice arancione potesse stare per tutta la notte su una barella del Pronto soccorso. Se non lo avessimo fatto, sarebbe rimasta a terra». Ornella A. racconta quel che è accaduto a lei e a suo marito nei giorni scorsi, quando hanno dovuto accompagnare in urgenza sua suocera al nosocomio di Ponticelli, il più nuovo tra gli ospedali napoletani.
«Stessa disavventura — riferisce Ornella — è capitata ad un mio amico che aveva dovuto recarsi d’urgenza al Pronto soccorso con la mamma, sempre all’Ospedale del Mare». C’è dunque una prassi delinquenziale evidentemente ben rodata e consolidata, la quale consente a chi la gestisce di lucrare cifre considerevoli. Ornella s’interroga: «Mi chiedo come sia possibile che tutto ciò sia permesso e che la direzione sanitaria non intervenga». Lancia un appello: «Vi prego, fate qualcosa. Ci sono tanti malati in questa situazione e io come cittadina non riesco a tollerare questo lucro camorristico sulla pelle delle persone». Conclude: «Stamattina (ieri per chi legge, ndr) questi soggetti erano tutti fuori l’ospedale, a riscuotere e distribuire biglietti da visita. Mi chiedo come sia possibile tutto ciò».
La testimonianza pone almeno due questioni e sono entrambe molto rilevanti. La prima riguarda l’impossibilità di alloggiare adeguatamente sulle barelle degli ospedali chi arrivi in Pronto soccorso. E questa impossibilità che crea il terreno favorevole all’agire dei delinquenti che noleggiano le barelle ed alla disperazione dei familiari dei pazienti che accettano l’estorsione. Determina inoltre, come ha più volte evidenziato in note ufficiali ai vertici dell’Asl Giuseppe Galano, il direttore del 118, il fenomeno del «sequestro» delle barelle nei Pronto soccorso degli ospedali. In sostanza, quando arriva il mezzo di soccorso e il paziente è trasferito in ospedale con la lettiga dell’ambulanza, resta lì sopra per ore e la barella non torna indietro, non è restituita all’equipaggio dellambulanza, col risultato che essa rimane parcheggiata e ferma per ore all’esterno dell’ospedale, senza poter svolgere altri interventi di soccorso in città.
La seconda questione sollevata dalla testimonianza della signora Ornella chiama in causa l’invadenza del personale delle ambulanze private, che non di rado si trasforma in stalking e persecuzione ai danni dei familiari dei ricoverati. Ci sono state, lo si ricorderà, persino risse all’esterno del Pronto soccorso tra gli equipaggi di tali ambulanze per accaparrarsi un paziente ed un trasporto. Tema che a sua volta rimanda alle strategie che vengono (o non vengono) poste in essere dai dirigenti dei nosocomi campani per tenere a bada la prepotenza e l’invadenza di tali personaggi. Il Corriere del Mezzogiorno ha girato entrambe le questioni a Gaetano Gubitosa, che da alcuni mesi è il direttore generale dell’Asl Napoli 1. «Non è corretto affermare - dice — che non ci siano abbastanza barelle all’Ospedale del Mare. Il problema vero è che non c’è sufficiente spazio dove metterle. L’afflusso di pazienti al Pronto soccorso sta andando ben oltre le previsioni che furono fatte quando fu realizzato l’ospedale, anche a causa della chiusura di diversi Pronto soccorso dell’Area vesuviana e di quello del Loreto Mare, che peraltro tra non molto riapriremo. Le barelle ci sono, ma non sappiamo dove sistemarle e per questo sono in corso interventi per ricavare nuove aree».
Gubitosa dice poi di non essere a conoscenza del fenomeno del noleggio delle lettighe. «Tuttavia — garantisce — certamente sensibilizzerò la direzione sanitaria dell’Ospedale del Mare a vigilare affinché tali episodi non si ripetano». Proprio ieri pomeriggio nell’ospedale di Ponticelli c’è stata una ispezione dei Nas. Sul caso delle barelle a noleggio è intervenuto anche Manuel Ruggiero, medico che ha lavorato per molti anni sulle ambulanze del 118, prima nell’Asl Napoli 1 e poi nellAsl Napoli 2, ed ha fondato l’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate. Ha detto: «Certamente il sovraffollamento nei Pronto soccorso è alimentato ance da accessi inappropriati, ma le inefficienze logistiche degli ospedali non possono e non devono gravare sui cittadini».
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