«Dopo di Noi», il diritto negato ai disabili
Lettera aperta al presidente Roberto Fico. «Tenga vivo con i fatti, e non soltanto a parole, l’ultimo alito di speranza che hanno in gola»
Gentile presidente Roberto Fico, le scrivo a nome di persone che lei non conosce e, probabilmente, mai conoscerà. Eppure il destino di Angela, Maria Rosaria, Simone, Giulia, Lorenzo, Antonio e centinaia di altri ragazzi autistici — insieme con quello dei loro genitori Carmela, Michele, Maria, Salvatore, Antonella, Gianni, Sonia, Francesco, Patrizia, Vittorio e tanti, tanti ancora — è nelle sue mani. Ho allineato questa sequenza di nomi — minima rispetto a quanti soffrono di una situazione ormai insostenibile — per farle capire che non parliamo di questioni astratte ma di storie concrete, impastate con l’inestinguibile dolore e l’insensata speranza che scandiscono le vite dei disabili e delle loro famiglie. Credo che se ne sia reso conto, qualora abbia letto le missive che il Corriere del Mezzogiorno ha pubblicato negli ultimi giorni. In caso contrario, le riassumo i termini della vicenda.Da un anno e mezzo centinaia di famiglie campane (soltanto a Napoli ce ne sono oltre cinquanta) aspettano di ricevere il rimborso delle somme anticipate per far partecipare i loro figli a quelle attività d’inclusione sociale e sviluppo delle autonomie, a cominciare dal cohousing, che sono considerate fondamentali per garantire un futuro dignitoso a questi giovani ormai alle soglie dell’età adulta.Si tratta di denaro pubblico — proveniente, quindi, dalle nostre tasse — che viene stanziato sulla base di una legge dello Stato, approvata dal governo Renzi nel 2016, mirata a tutelare il “Dopo di Noi”, ossia tutto ciò che può rendere meno gravoso l’avvenire di un disabile grave quando non avrà più nessuno ad assisterlo.
Non sto qui a raccontarle cosa significhi per un padre e una madre sapere che,........
