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Giovanni Verde: «Voto "no": questa riforma rende il pm onnipotente e assoggettato al potere politico»

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20.03.2026

Il docente, ex magistrato, ex vicepresidente del Csm: «Se vogliamo il modello americano in Italia non possiamo prenderne un pezzo e trascurarne altri, il rischio è di creare un ibrido, un pasticcio pericolosissimo»

«Se oggi il pm è potente, con la riforma sarà onnipotente e assoggettato al potere politico». Il professor Giovanni Verde, vicepresidente del Csm dal 1998 al 2002, magistrato per 12 anni, poi avvocato e docente universitario spiega le sue motivazione per il No al referendum.

È sbagliato separare le carriere?«Le carriere sono già separate, i passaggi da pm a giudice sono rari e difficili».

Cosa fa la riforma?«Divide la magistratura unica, scindendo in due il Csm, così avremo un organo che amministra i pm e uno i giudici, una tecnica legislativa discutibile».

Perché?«Essendo la funzione giurisdizionale unica, ci troveremo con due Csm che esercitano una funzione omogenea, contrapposti tra di loro e senza raccordi».

Si eviterebbe la commistione tra pm e giudici?«L’avvocatura penale lo vorrebbe ispirandosi a un processo accusatorio. Nel nostro sistema costituzionale, che affida........

© Corriere del Mezzogiorno