L'eredità di Pino Daniele e la sentenza sul testamento, il legale del figlio Alex: «Nessuna guerra per i soldi»
Parla il legale Marco Mastracci: «Non ci sono problemi tra i figli e la seconda moglie dell'artista, Fabiola Sciabbarrasi. Il testamento non era lineare»
Non una battaglia familiare, né una contesa economica, ma una questione giuridica legata all’interpretazione di un testamento ritenuto non perfettamente lineare. Questo emerge dopo la decisione della Corte d’Appello di Roma, che ha respinto le domande contrapposte nella vicenda ereditaria di Pino Daniele. Al centro del caso, la ripartizione dei diritti d’autore e dei diritti connessi tra gli eredi: il primogenito Alessandro Daniele e la seconda moglie, Fabiola Sciabbarrasi, insieme agli altri figli.Nei giorni scorsi i media hanno riportato la notizia di richieste economiche - circa 161 mila euro - avanzate da Alessandro e di pretese della vedova sui diritti. A chiarire i termini è proprio l’avvocato del primogenito, Marco Mastracci, che ricostruisce l’origine del contenzioso.
«Il testamento di Pino Daniele, depositato nel 2012 e poi reso pubblico il 12 gennaio 2015, presentava un problema: l’articolo 7 diceva una cosa, l’articolo 9 un’altra. In particolare, l’articolo 7 stabiliva che tutti i diritti d’autore, nonché i diritti connessi a quelli di registrazione, interprete ed esecutore, dovessero andare ai cinque figli; mentre l’articolo 9, che riguardava gli altri beni, attribuiva alla moglie anche i diritti d’autore, prevedendone quindi una divisione in sei. Per evitare conflitti, Alessandro raggiunse un accordo verbale con gli altri eredi, acconsentendo a una ripartizione in sei e firmando anche il borderò della Siae. Si prospettava una transazione che avrebbe definito la questione». Quella transazione, però, non si è mai concretizzata. «Di conseguenza, alcuni diritti - ad esempio presso la Sony - sono rimasti bloccati, proprio perché, sui diritti connessi, la situazione non era chiara. Per questo Alex ha promosso una causa chiedendo unicamente un’interpretazione: non per litigare, ma per chiarire il significato di articoli contrastanti».
Nel giudizio si inserisce anche la posizione della Sciabbarrasi. «Sì, in primo grado il giudice ha interpretato il testamento, stabilendo che i diritti Siae spettano anche alla seconda moglie. Per Alessandro, però, non cambiava nulla, perché già lei percepiva quelle quote. Successivamente è stata la Sciabbarrasi a proporre appello. In questi casi la controparte propone un appello incidentale per consentire al giudice di riesaminare la questione. Nel frattempo, la Sciabbarrasi ha continuato a percepire il suo sesto. La Corte d’Appello, con sentenza del primo aprile, ha rigettato tutte le domande e ha confermato quanto deciso: un sesto dei diritti d’autore a tutti e sei gli eredi, mentre i diritti connessi restano divisi tra i cinque figli». Resta il nodo delle presunte richieste economiche.
«Nessuna lite. Ho letto che Alex avrebbe chiesto la restituzione di 161 mila euro. In realtà, quella cifra era solo una conseguenza della possibile diversa ripartizione dei diritti d’autore - prosegue l'avvocato - anche la Sciabbarrasi aveva avanzato richieste economiche legate ai diritti connessi. Se il giudice avesse stabilito che i diritti d’autore spettavano solo ai figli, la Sciabbarrasi avrebbe dovuto restituire quanto percepito; viceversa, se fosse stata accolta la sua tesi, sarebbero stati i figli a dover restituire delle somme. La causa, peraltro, non riguardava solo Alessandro e la Sciabbarrasi, ma tutti gli eredi».
Una precisazione che, nelle parole del legale, ridimensiona l’idea di uno scontro. «Alessandro voleva rispettare la volontà del padre, ma quella volontà risultava poco chiara. Per questo ha rimesso la decisione al tribunale e ne ha preso atto e non ha intenzione di proseguire assolutamente in Cassazione. È stata poi la Sciabbarrasi a impugnare la sentenza di primo grado, ma la Corte d’Appello ha rigettato il suo appello. Non è stato Alessandro a voler proseguire il contenzioso». E ancora: «Non è una vicenda di chi vuole di più o di meno. Riguarda diritti d’autore e diritti connessi. Se avesse prevalso una tesi, qualcuno avrebbe dovuto restituire somme; ma il giudice ha deciso diversamente. Alessandro aveva già riconosciuto fin da subito il sesto spettante a Fabiola Sciabbarrasi, che lo ha sempre percepito. Per questo, a oggi, non vi è nulla da restituire».
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