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Gino Paoli, quelle affinità

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24.03.2026

Il rapporto lungo e consolidato tra il cantautore scomparso e la città: nel 1964 la partecipazione al Festival di Napoli, poi collaborazioni con Senese, Vessicchio, Pennino

Aveva una sorta di affinità elettiva anche con Napoli, Gino Paoli, il cantautore morto la scorsa notte all’età di 91 anni. Con lui scompare una delle voci più autorevoli della canzone d’autore italiana, protagonista della scuola genovese e autore di brani entrati stabilmente nella memoria collettiva.Accanto alla sua produzione più nota, Paoli ha costruito nel tempo un rapporto profondo e non episodico con il capoluogo campano, fatto di affinità artistiche, collaborazioni e riconoscimenti reciproci. Un legame che la città ha voluto suggellare nel 2014, quando l’allora sindaco Luigi de Magistris gli conferì la cittadinanza onoraria e la medaglia d’oro, definendolo un artista capace di comprendere «l’anima partenopea».

Nel '64 la partecipazione al Festival di Napoli

Paoli ha più volte raccontato di sentirsi vicino a Napoli per la sua natura contraddittoria, per quell’intensità emotiva e quella “dolce anarchia” che ritrovava anche nel proprio modo di intendere la musica. Un’affinità che non si è limitata alle dichiarazioni, ma si è tradotta in un percorso artistico preciso.Già nel 1964 partecipò al Festival di Napoli, riconoscendo apertamente il valore della tradizione melodica partenopea, da lui considerata una delle più alte espressioni della canzone italiana. 

L'album "Napoli con amore"

Il legame trova una sintesi compiuta nel 2013 con l’album “Napoli con amore”, realizzato insieme al pianista Danilo Rea. Il disco raccoglie riletture essenziali e intime dei classici napoletani, da Roberto Murolo a Sergio Bruni, restituite con uno stile scarno, quasi cameristico.Il progetto nasce idealmente l’anno precedente, nel 2012, quando Paoli e Rea tennero un recital al Teatro di San Carlo per celebrare il centenario di Murolo. Un concerto che segnò una tappa simbolica nel dialogo tra il cantautore ligure e la tradizione napoletana. 

Le collaborazioni e i rapporti artistici

Nel corso degli anni Paoli ha intrecciato rapporti significativi con diversi protagonisti della scena partenopea. Tra questi, il sassofonista James Senese, per il cui libro “Je sto ccà” (Guida editore-SuonidelSud) scritto dal sottoscritto firmò la prefazione, segno di una stima profonda verso uno dei padri del Neapolitan power.Stretto anche il sodalizio con il Maestro Adriano Pennino, pianista e arrangiatore che lo ha accompagnato per molti anni, contribuendo a dare forma a una parte significativa del suo suono dal vivo e in studio.Tra le collaborazioni si inserisce anche quella con il Maestro Peppe Vessicchio, autore e arrangiatore napoletano, così come gli scambi artistici con Lina Sastri, figura centrale del teatro e della musica partenopea. Vessiccho per Paoli ha scritto “Ti lascio una canzone” (1985), divenuta un classico del cantautore. Il sodalizio artistico ha prodotto poi anche altre canzoni contenute nell'album “Cosa farò da grande” (1986), tra cui "Io ci sarò". 

La scrittura e la lingua

Il rapporto con Napoli passa anche attraverso la scrittura. Nel 1990 Paoli firmò per Peppino di Capri il brano "La mia isola", inserendosi nella tradizione melodica napoletana con rispetto e misura.Pur non essendo un interprete abituale in lingua napoletana, Paoli ha affrontato quel repertorio nell’ambito dei suoi progetti dedicati, restituendone il senso più autentico: essenzialità, malinconia, profondità emotiva. Le sue interpretazioni di classici napoletani, soprattutto in “Napoli con amore”, hanno evidenziato una vicinanza culturale prima ancora che linguistica. 

Il legame con la città non è stato soltanto artistico. Paoli ha sostenuto iniziative culturali e sociali, tra cui l’idea di una orchestra sinfonica dedicata ai giovani dei Quartieri Spagnoli, riconoscendo nella musica uno strumento di crescita e riscatto.Con la scomparsa di Gino Paoli si chiude una stagione centrale della musica italiana. Resta però il segno di un dialogo continuo tra mondi diversi: la scuola genovese e la tradizione napoletana, il Nord e il Sud, la canzone d’autore e la melodia popolare.

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