Alla Reggia di Caserta in 10mila cantano tutte le hit dei Duran Duran: i fan di 40 anni fa accompagnati dai figli adolescenti
Una cavalcata sonora ed emotiva attraverso tutti i grandi successi della band icona degli anni '80. Il racconto del concerto alla Reggia di Caserta
Sono le 21 in punto quando Simon Le Bon intona le prime parole di Is There Something I Should Know? e i diecimila di Piazza Carlo di Borbone non hanno bisogno di altro. È il grilletto emotivo della serata. Un istante prima ci sono smartphone alzati, ventagli, il caldo di luglio e la facciata monumentale della Reggia. Un istante dopo è di nuovo il decennio in cui il pop imparò a vestirsi d'eleganza, tecnologia e desiderio. I Duran Duran tornano in Campania – in cartellone a Un’Estate da BelvedeRe Reggia session - a distanza di quasi quarant'anni. L'ultima volta era stata quella stagione irripetibile tra il concerto di Cava de' Tirreni nel 1987 e il doppio appuntamento al Palamaggiò nel 1988. Per chi c'era allora, e chi scrive c'era, il tempo sembra richiudersi in un cerchio perfetto. Solo che stavolta non c'è la frenesia adolescenziale dell'attesa, ma la consapevolezza di assistere a una band che ha attraversato quattro decenni senza smettere di essere sé stessa.
La scaletta è costruita come un crescendo emotivo. Dopo Is There Something I Should Know?, Wild Boys incendia immediatamente la piazza, mentre A View To A Kill conserva intatta quella tensione cinematografica che la rende ancora oggi uno dei migliori temi mai scritti per James Bond.Da quel momento la Reggia diventa un'enorme pista da ballo. O almeno dovrebbe esserlo. Perché in realtà si canta più che ballare. Ogni ritornello viene restituito alla band da migliaia di voci che conoscono ogni parola. Hungry........
