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In difesa dell'unico De Luca che è stato zittito a Salerno

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07.06.2026

Dichiaro la mia ammirazione per Cotroneo, Flores d’Arcais, Bartezzaghi e Lodoli; intellettuali le cui idee sulla guerra israelo-palestinese non sono certo così simili a quelle di Erri De Luca

La risposta che Paolo Di Paolo ha dato alle critiche mosse ieri su questo giornale da Aldo Schiavone è apprezzabile da molti punti di vista. Soprattutto perché, a mio modo di vedere, contiene un’implicita ammissione di aver sbagliato nel togliere a Erri De Luca la prolusione iniziale del Festival di Salerno, che pure gli era stata chiesta conoscendo benissimo le sue idee sul tema del sionismo e del «genocidio» di Gaza. Dubito però che basti per riconquistare al Festival «l’immagine e il prestigio» in nome dei quali Schiavone aveva proposto un compromesso. 

Accettato, infine, dopo il montare delle critiche provenienti da un fronte molto ampio della stessa cultura democratica e di sinistra. Dubito infatti che possano ridare la parola a De Luca, riparando il vero vulnus di questa storia. Condivido totalmente quelle critiche alla scelta degli organizzatori di «punire» De Luca per le sue idee. Vorrei anzi aggiungere che non si tratta (solo) di una censura di opinioni definite «diverse». Se così fosse, ci troveremo infatti di fronte a un atto insensato: censurare le idee in un festival letterario è come farsi la doccia con i calzini. In realtà, c’è di più. Ed è che le idee di De Luca sono state demonizzate in questi anni fino al punto di considerarle incompatibili con i valori di umanità e civiltà che dovrebbero unirci tutti. Da alcuni sono equiparate,........

© Corriere del Mezzogiorno