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Luca Toscano: «Da Maluma a Laura Pausini, fino a Cortina 2026: porto i miei drone-show in giro per il mondo»

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31.03.2026

È napoletano e ha 30 anni: la sua Arthech, effetti speciali per eventi e concerti, arriva a 13 milioni di fatturato e ha lanciato gli spettacoli con i droni in Italia: «Ho lasciato la scuola alle medie, ma ora voglio lanciare il primo progetto universitario di entertainment»

Luca Toscano ha festeggiato, a Città della Scienza, il suo 30esimo compleanno e 10 anni di attività della sua Arthech. Una azienda specializzata negli effetti speciali per l’entertainment che ha un fatturato di 7 milioni e mezzo, che arrivano a 13 se si considerano le società in aggregato che dal 2020 ha aperto.

Da dove è partito per realizzare tutto questo?«Da sottozero. Sono il primo a fare impresa in una famiglia di professionisti. I miei genitori sono entrambi ricercatori all’Acquario Anton Dohrn e io non sono neanche andato a scuola».

Non è andato a scuola? E qual è il suo titolo di studio?«Direi scuola media. Ho lasciato dopo essere stato bocciato due volte. La mia vera formazione è stata alle elementari, alla “Madonna Assunta” a Bagnoli. La mia riconoscenza a quella scuola resta assoluta».

I suoi come hanno preso la scelta di non studiare?«Non bene, è stata una guerra. Ma io guardavo avanti. A 10 anni già realizzavo eventi virtuali su “Second Life”».

E quando ha capito che poteva farne un business?«Avevo individuato un vuoto lavorando accanto ad Alessio e a Salvatore Visone che organizzavano gli eventi più belli di Napoli. Ero il loro assistente e all’epoca Alessio aveva anche la direzione artistica del Regina Isabella: arrivavano le richieste più incredibili di effetti speciali ed eravamo costretti a rivolgerci ad aziende del Nord. Quando una cliente chiese uno sparo di coriandoli importante mi misi a fare un po’ di ricerche e scoprii un mondo. Ho comprato un cannone sparacoriandoli e di lì è partito tutto».

In dieci anni è passato da un cannone sparacoriandoli alle Olimpiadi di Cortina, lavora in 40 Paesi del mondo, è stato volto di copertina nel 2023 della lista “Under 30” di Forbes Italia e su Forbes Nord America. Come ha fatto?«Avendo le idee chiare e bei progetti. Per le Olimpiadi abbiamo curato gli effetti speciali e i laser per Filmmaster, seguiamo molti concerti, abbiamo lavorato al programma musicale più grande del mondo, l’Eurovision song contest di Torino. Poi seguiamo X Factor, le attività promozionali dei film Disney, il festival di Sanremo... In questo momento stiamo lavorando al tour mondiale di Laura Pausini. Abbiamo seguito nel mondo la pop star Maluma».

Siete specialisti dei drone-show. Cosa sono?«In Italia siamo stati precursori con i droni, grazie ai quali si creano immagini in cielo. Abbiamo fatto il primo volo della storia del mondo sul Colosseo per la candidatura dell’Italia a Expo 2030 e per il ritorno dell’Amerigo Vespucci a Genova abbiamo segnato un record impiegando 1.750 droni: ciascuno ha una luce sul “nasino” e con questa creiamo immagini».

Alla sua festa ha raccontato in cielo Il Piccolo Principe.«Abbiamo i diritti dello show ufficiale tratto dal libro, siamo gli unici al mondo: mille droni luminosi si sono mossi in due sciami da 500 unità, dando vita alle illustrazioni originali del libro, dall’incontro con il pilota nel deserto fino alla rosa».

Lei ha scelto di restare a Napoli. È più difficile crescere facendo base qui?«Lo è, per una serie di motivi anche logistici. Abbiamo una sede a Casalnuovo e stiamo cercando uno spazio più grande per una struttura futuristica dove si possa anche dormire. Mi guardo in giro, seguo il progetto di Bagnoli futura... Ma è complesso».Una Silicon Valley sotto il Vesuvio. Ma dove era il suo primo ufficio?«A Pozzuoli, vicino casa. E anche adesso continuo a vivere sul confine fra Napoli e Pozzuoli».

Ha una sede di Arthech anche a Milano, ma continua a guardare al Sud. «La terza sede sarà a Catania, a Belpasso, dove si trova una delle più belle fabbriche di fuochi d’artificio. Perché io sono anche un pirotecnico e voglio tornare a valorizzare questo settore».

Quanti dipendenti ha? «Un team di 20 persone in pianta stabile, che arriva a picchi di oltre 100 professionisti per la realizzazione delle singole commesse. Ma c’è un vero problema sul fronte della formazione. Entro il 2028 voglio porre le basi di quello che potrebbe diventare il primo progetto universitario di entertainment d’Italia».

Singolare per uno che ha avuto successo senza una formazione scolastica.«Ma io voglio entrare fin dalle elementari e medie a giocare con i ragazzi, dopo è tardi. Smettono di sognare».

Cosa fa nel tempo libero?«Ho un lavoro totalizzante e poca vita privata, non è semplice. Nel poco tempo libero coltivo la mia passione per l’enogastronomia e, in viaggio, quella per il mondo dell’ospitalità».

Stato civile?«Fidanzato. Lei è un po’ più grande di me ed è una donna imprenditrice».

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31 marzo 2026 ( modifica il 31 marzo 2026 | 11:20)

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