Trasferimento dei depositi di idrocarburi dall'area est di Napoli Lite sull'oleodotto di 30 chilometri che arriverà a Marcianise
Secondo la Regione la pipeline partirà dal porticciolo di Castel Volturno L'assessore Pecoraro: «Pronti a valutare le azioni eventuali da intraprendere»
La realizzazione di un oleodotto per connettere le attività industriali legate agli idrocarburi dell'area orientale, a ridosso del Porto di Napoli, e l’interporto di Marcianise-Maddaloni (l’area, per intenderci, confinante con il centro commerciale Campania) infiamma questi ultimi giorni di campagna elettorale a Marcianise. Una operazione, quella avviata con procedura Zes dalla Wit Energia srl, con sede a Maddaloni, che rientra nell’ambito della bonifica dell’area delle ex raffinerie e dei depositi di oli combustibili della zona orientale di Napoli, ed è finalizzata ad «alimentare il deposito di stoccaggio e travaso Gpl» nell'area dell'interporto casertano. Secondo il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi (il quale premette di non conoscere nel dettaglio il progetto «perché da quando la Regione ha già espresso nel 2024 parere negativo non è stata più convocata in Conferenza dei servizi», trattandosi di una «procedura della Zona economica speciale che prevede una trattativa tra privati») la questione riguarderebbe «un oleodotto che dal porticciolo di Castel Volturno dovrebbe attraversare tutta l’area per una trentina di chilometri e trasferire il combustibile in un deposito dell’interporto Marcianise-Maddaloni».Nel verbale del 24 gennaio 2024 della Conferenza dei servizi presso la sede dell’allora commissario straordinario del governo della Zes Campania si prende atto che «la Regione eccepisce la legittimazione del ministero per lo Sviluppo economico. Lo stoccaggio, infatti, così come previsto in progetto,........
