Campania, la giunta regionale approva altre sedici Case
Il governatore Fico: «Siamo a 51, un altro passo per costruire una sanità più vicina alle persone». Completata la programmazione di « Sistema di Mostre»
È una lotta contro il tempo quella per l’attivazione delle Case di comunità, benché il loro funzionamento sia ancora oggetto di discussione, dato che lo Smi, uno dei sindacati dei medici di medicina generale, si oppone alla distribuzione degli orari di servizio dei propri iscritti tra l’ambulatorio di medico di base e la prestazione professionale presso le case di comunità. Ieri la giunta regionale presieduta da Roberto Fico ha dato il via ad altre 16 Case di comunità in Campania. «Abbiamo approvato alcuni provvedimenti importanti — ha detto il presidente della Regione —. Entrano in funzione altre 16 Case di comunità, che portano il totale a 51. Un altro passo importante per costruire una sanità territoriale più vicina alle persone. E nella stessa direzione va un ulteriore provvedimento, quello che riguarda l’incremento di circa 62 milioni di euro del tetto di spesa per il personale delle Asl e delle aziende ospedaliere. Allo stesso tempo continuiamo a lavorare sulla mobilità, puntando su soluzioni più sostenibili come il Bus Rapid Transit elettrico per la riconversione della linea ferroviaria Torre Annunziata-Castellammare di Stabia-Gragnano, con l’obiettivo di migliorare gli spostamenti e ridurre l’impatto ambientale, utilizzando al meglio ogni euro disponibile e senza sprechi».
Ma è soprattutto sul fronte delle attività culturali che la giunta regionale si è impegnata ad approvare il completamento della programmazione dell’iniziativa strategica «Sistema di Mostre» - annualità 2025, nell’ambito del Piano strategico Cultura e Turismo. «Con questa delibera, vengono sostenuti nuovi progetti espositivi — è stato spiegato — di rilievo nazionale e internazionale, la cui realizzazione è prevista entro l’anno in corso». Tra le principali iniziative finanziate ci sono «Parthenope: la sirena e la città», dedicata alla storia e all’iconografia della sirena attraverso reperti e prestiti internazionali, al Mann; la mostra monografica su Francesco Solimena, con percorsi tematici sul ‘700 napoletano, a Capodimonte; «L’Ora Regale. La collezione di orologi del Palazzo Reale», con allestimenti multimediali e il restauro di preziosi manufatti, al Palazzo Reale di Napoli. Ed ancora, il nuovo allestimento permanente dei depositi archeologici del Complesso dei Granai del Foro, a Pompei; «Carte in Arte II edizione», dedicata alla memoria industriale dell’Italsider di Bagnoli, presso la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania; «Il Codice di Santa Marta e le grandi famiglie del Regno di Napoli», mostra immersiva sulla nobiltà tra ’400 e ’600, all’Archivio di Stato di Napoli; «Come back home, Paisà», dedicata alle storie dei soldati americani a Caserta durante la Seconda guerra mondiale, all’Archivio di Stato di Caserta.
«Completiamo — ha sostenuto l’assessore alla Cultura Ninni Cutaia — un importante investimento sulla cultura, che rappresenta uno dei principali motori di sviluppo e di identità del territorio. Si punta a consolidare il ruolo della Campania come polo culturale di eccellenza, anche alla luce dei risultati, con oltre 10 milioni di visitatori annui nei musei campani a partire dal 2023».
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