Mago Mourinho: basta un Trubin per azzerare gli scienziati del calcio
Il modulo, La zona mista, il giropalla, la costruzione dal basso, i 126 modi per battere un corner o una rimessa laterale. E ancora la densità, il pressing alto, la qualità, la pulizia nel fraseggio e la ripulizia dell’area e poi dell’aia… Calcio e pollame, e chi più ne ha e più né metta dentro a questa grande illusione del pallone moderno trasformato, dal “leleadanismo” d’accatto e dai suoi sgrammaticati adepti, in scienza, quasi esatta. Ma a lor signori del fùtbol noi cresciuti con il “folber” breriano, ricordiamo che il tatticismo esasperato, il “belgiochismo” o il “risultatismo” vengono tranquillamente messi in crisi e azzerati da un semplice episodio. Basta una stupidissima casualità, tipo il portiere che, «stanco di cadere alla difesa ultima vana come vorrebbe il poeta Saba», su ordine tassativo del suo allenatore dalla porta risalga tutto il campo fino all’area avversaria. E qui, facendo leva sulla sua altezza e sulla capacità di stacco, incorni il pallone all’ultimo istante di un match per gonfiare clamorosamente la rete del pass europeo. Un gol che odora di insperato, di impossibile e aggiungiamo noi, ultimo atto del teatro dell’assurdo applicato allo sport del calcio. Tutto questo è accaduto davvero al 98’ di Benfica-Real Madrid 4-2 e i protagonisti principali sono, mister Josè Mourinho e il portiere ucraino della squadra portoghese Anatolij Trubin autore del provvidenziale e storico 4° gol. Il gol dell’ex, che in questo caso è lo “Special One” Mourinho, che per tre anni, dal 2010 al 2013, ha guidato il Real Madrid passato sotto la gestione tecnica di Arbeloa, che ironia della sorte in quel triennio galattico dello “Special One” fu un giocatore stregato dal Mago di Setubal.
Il carisma del profeta Mourinho ha ipnotizzato il suo portiere che come in trance agonistica si è prestato al gioco inusuale per realizzare la grande utopia: diventare........
